La città di NAPOLI: Non tutto ma di tutto su questa magnifica città. I suoi monumenti , i musei, le chiese i personaggi illustri, le sue tradizioni le leggende e tanto altro ancora. Visti attraverso un profilo storico e culturale.

Cuma
 

Cenni Storici
La data della fondazione di Cuma è quanto mai incerta, la più probabile dovrebbe oscillare fra la fine del IX  ed il principio dell' VIII secolo a.C. senza che si possa, per il momento, essere più precisi. I coloni fondatori della città venivano dall'isola di Eubea.
Le cause che li spinsero furono: scarsità di terreno coltivabile, sovrappopolazione, lotte intestine. La scelta del luogo di fondazione della nuova città furono: era un luogo fortificato naturalmente con un fertilissimo terreno intorno e il ritrovamento di tracce cretesi poteva dare l'idea di ritrovare un luogo già noto.
Gli abitanti indigeni della zona si ritirano nell'entroterra mentre
Cuma rimase padrona della costa e nel '680 a.C. fondò la città di Palepoli che, col passare del tempo divenne il rifugio di tutti gli scontenti di Cuma, ben presto tanto numerosi da diventare minacciosi per la stessa madrepatria.
 Nel 530 a.C.
Palepoli venne distrutta ma, a causa di una pestilenza mandata, secondo la Sibilla dallo stesso Nettuno, padre della sirena Partenope, per punire i Cumani, fu fondata sullo stesso posto la città di Neapolis per ripristinare ill culto della sirena. Cuma fu poi conquistata dai Sanniti fra il 438 e il 424 a.C. e dai Romani nel 295 a.C.  Cominciò così il suo declino.
Alla fine del primo secolo scompare anche la
Sibilla nell'indifferenza totale e i suoi abitanti inizieranno un lento ma inesorabile esodo verso Neapolis.
Alla fine del V d.C. secolo imperversarono gli opposti eserciti dei Goti e dei Bizantini. Nel VII d.C. secolo la zona è diventata completamente acquitrinosa ed impenetrabile.
Il Monte di Cuma Nel 915 i pirati Saraceni s'installano sull'Acropoli e da lì partono per le loro razzie lungo il litorale tirrenico.
Nel 1207
Goffredo di Montefuscolo, Duca di Napoli, mette a ferro e fuoco l' Acropoli e con una terribile carneficina libera tutta la costiera campana dal pericolo saraceno.
Durante la battaglia nemmeno le chiese vengono rispettate, le poche ville rimaste ancora il piedi vengono rase al suolo.
La riscoperta di
Cuma cominciò solo nel secolo scorso per merito del conte di Siracusa, dello Stevens e, principalmente, di Amedeo Maiuri che riportò alla luce quasi per intero l'Acropoli ed è grazie a lui che ora possiamo visitare Cuma.

Visita
Appena varcato il cancello d'ingresso si para davanti a noi un meraviglioso Viale di oltre cento metri di lunghezza ricco di alberi d'alloro.
Si vedono le vestigia delle mura greche e delle fortificazioni effettuate nel 215 a.C.
L'Acropoli , il colle fortificato ai cui piedi si estendeva un tempo la città . Ci appaiono, a destra, i ruderi del Tempio dei Giganti e dei templi del Foro , dove si apriva la più vasta piazza di Cuma.


Corredo di una tomba ellenica (Museo Archeologico Nazionale)

Più a nord, dietro i poderosi resti delle
Terme si estende l'ampia zona della Necropoli, cosparsa di antichissime tombe.

 

L'Antro della Sibilla; al primo colpo d'occhio ci sembra di essere trasportati indietro nel tempo e nello   spazio, la parte anteriore è crollata             Antro della Sibilla Cumana
ma quel che resta non manca di trasmetterci ,
dopo più di tre millenni, lo stesso timore che,
certo, dovette incutere  ad
Enea che, profugo,
seguendo il suo destino, sulla oscura soglia,
si apprestava a chiedere ciò che gli dei ancora
gli riservavano. La sua lunghezza è di
circa 135 m., molto probabilmente questo  scavo
fu effettuato dai primi abitanti della zona:
gli Osci a forma di parallelepipedo per la base
e una parte superiore a sezione trapezoidale.
Lungo la parete destra si aprono sei finestre anch'esse a forma di trapezio e il gioco delle luci fa sì che sembrano raddoppiarsi . Alla fine arriviamo alla 
stanza degli oracoli. Si compone di tre vani disposti a formare, rispetto al corridoio principale, i bracci e la parte superiore di una croce latina. La figura della Sibilla, pur essendone stata verificata l'esistenza in epoca storica, rimane, ancora oggi, misteriosa ed affascinante. Molto probabilmente si trattava di donne epilettiche, infatti questa malattia veniva detta "morbo sacro" e coloro che ne erano affetti erano temuti e rispettati. 

Grotta della Sibilla: galleria principale Narra la leggenda che il dio
Apollo si fosse innamorato di lei e le avesse offerto di realizzare qualunque desiderio; lei domandò allora di vivere tanti anni quanti erano i granelli di sabbia che poteva stringere nel pugno, e così diventò tanto vecchia che non si volle mai più far vedere in pubblico. In realtà le Sibille dovevano essere più di una così che i pellegrini avrebbero creduto alla

 prodigiosa longevità della
Sibilla Cumana per generazioni e generazioni. Gli oracoli erano assolutamente incomprensibili forse perchè il linguaggio dei locali era sconosciuto sia ai greci che ai romani.


Crypta Romana: il tratto del vestiboloLa Crypta Romana è una lunga galleria che attraversa tutta la montagna. la sua costruzione risale all'epoca delle guerre fra Augusto e Antonio e aveva lo scopo di collegare il Lago d'Averno, dove si trovava la flotta di Augusto, con l'Acropoli. Parallelamente alla galleria si trovano due ambienti sotterranei che, in un primo tempo dovettero fungere da deposito di armi e cibo, successivamente furono adattate a cisterne, in epoca cristiana furono utilizzate come chiese sotterranee e come cimitero.

 


Tempio di Apollo
Il Tempio di Apollo è ormai privo della sua imponenza e grandiosità. Sono scomparsi gli aurei tetti la cui edificazione Virgilio, seguendo un'antica leggenda, attribuisce a Dedalo, lo stesso costruttore del Labirinto; una leggenda che conferma l'ipotesi del legame che unì Creta e Cuma.

 


Tempio di GioveIl Tempio di Giove fu trasformato in basilica a cinque navate, con un unico accesso da Est: l'altare in muratura fu addossato alla parete di fondo del primo degli ambienti, nei quali fu divisa l'antica cella; in quello retrostante s'inserì il fonte battesimale a pianta circolare, rivestito di lastre policrome e sormontato in origine da un coronamento sorretto da colonne tòrtili. 
L'edificio fu cattedrale di
Cuma e accolse le reliquie dei Santi Massimo e Giuliana.

Anfiteatro

 

 

 

altri luoghi di interesse archeologico: http://www.dentronapoli.it/Archeologia/Archeologia.htm