Massimo Troisi, figlio di
Elena Adinolfi e Alfredo Troisi, nasce il 19
febbraio 1953 a San
Giorgio a Cremano, un paese a quattro
chilometri da Napoli. Durante gli
studi per conseguire il diploma di geometra, la passione per il teatro lo spinge
a recitare, a 15 anni, nel Centro Teatro Spazio del suo paese. Nel 1969 fonda con gli amici, il
barbuto Lello Arena e il bello Enzo Decaro, un piccolo gruppo teatrale: I saraceni,
mettendo in scena tra le altre cose (di
cui Troisi è sempre l'autore),
un graffiante copione satirico musicale dal titolo: "Non
si vive di solo pane". A
Roma
intanto Michele Casco aveva attrezzato il locale-cabaret "La chanson": sarà
proprio qui che il trio Troisi-Arena-Decaro, ribattezzatosi "La
smorfia", conoscerà i primi successi.
Dopo un'esperienza radiofonica (partecipano a 15puntate di
"Cordialmente insieme"), è
Enzo Trapani a
portarli per la prima volta in televisione nel 1976, ospiti fissi del suo
programma "Non stop".
In questi anni "La smorfia" è anche il titolo di uno spettacolo teatrale che il trio porta
dal Sancarluccio di
Napoli sui palcoscenici di diversi teatri italiani. Ancora nel 1979
il trio è contemporaneamente in televisione, tra i protagonisti della
trasmissione "Luna Park" (rimasti famosi, tra gli altri, gli sketch dell'"Arca"; dell'"Annunciazione"; del
"Principe Azzurro"; dei
"Soldati"; dell'"Intervista"; dell'"Angelo Custode"; di
"San Gennaro") e in teatro,
con un nuovo spettacolo dal titolo: "Così è (Se vi piace)". Il gruppo de "La smorfia" quindi, si scioglie. E' nel 1981 che
Massimo Troisi, considerando
spiritosamente di aver realizzato nella propria vita almeno tre cose buone,
lavora come autore-regista-attore al suo film d'esordio:
"Ricomincio da tre", ottenendo un grande
successo di pubblico e solo successivamente di critica. Nel 1982 per la
serie televisiva di RAI 3 dal titolo : "Che fai... ridi?", dedicato ai nuovi comici italiani,
Benigni,
Verdone,
Nichetti, realizza lo
special: "Morto Troisi, Viva Troisi". Nello stesso anno scrive il soggetto e interpreta un piccolo
ruolo nel film di Lodovico Gasparini, "No grazie, il caffè mi rende nervoso". Nel 1983 Troisi, dopo essersi fatto un po' attendere, realizza, sempre
in veste di autore-regista-attore, il suo secondo film:
"Scusate il Ritardo". Nel 1984 è a
fianco dell'irresistibile Benigni, sia come regista che come attore, nel film
"Non ci resta che piangere".
E' del 1985 invece la curiosa interpretazione di
quella strana operazione produttiva che è "Hotel Colonial"
di Cinzia Torrini. Passano due anni (1987) ed è ancora una volta
impegnato in prima persona, dietro e davanti alla macchina da presa con il film
"Le vie del Signore sono finite". Tre film di Ettore Scola lo vedono in questi ultimi anni impegnato di nuovo come attore:
"Splendor" (1989);
"Che ora è" (1989)
, che gli ha fatto vincere il premio come migliore attore (in coppia con
M. Mastroianni) alla Mostra
Internazionale del Cinema di Venezia, "Il viaggio di Capitan Fracassa" (1990). Con "Pensavo
fosse Amore... invece era un calesse" (1991)
di cui è anche autore e interprete, Troisi firma la sua quinta regia cinematografica. Il
4 giugno 1994, ad Ostia (Roma), Troisi muore nel sonno a causa del suo cuore malato,
ventiquattro ore dopo aver terminato le riprese de "Il
postino" diretto da
Michael Radford, il film che aveva amato
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