La città di NAPOLI: Non tutto ma di tutto su questa magnifica città. I suoi monumenti , i musei, le chiese i personaggi illustri, le sue tradizioni le leggende e tanto altro ancora. Visti attraverso un profilo storico e culturale.

Caffè Calzona
(Matilde Serao si godeva lo spettacolo)

...altri caffè storici napoletani: http://www.dentronapoli.it/Caffe_Storici/Caffe_Napoletani.htm

Poco tempo dopo l'inaugurazione della Galleria Umberto I°, al suo interno fu aperto il Caffè Calzona. Ben presto i napoletani impararono a conoscerlo per le serate di gala e i luculliani banchetti ufficiali che vi si tenevano. Fu qui che, al ritorno da Parigi, fu festeggiata Matilde Serao per il successo raccolto in terra francese e fu al 'Calzona' che, per la prima volta sul palcoscenico di un Cafè Chantant napoletano, ancor prima che al Salone Margherita, si esibirono le girls. Era la mezzanotte del 31 dicembre 1899, quando dodici bellissime ragazze, con il loro balletto, un po' osè per quei tempi, salutarono l'Ottocento come il secolo d'oro appena concluso e diedero il benvenuto al neonato Novecento. Ma gli spettacoli di varietà nel Caffè della Galleria non costituivano un avvenimento eccezionale. Erano in programma ogni sera. Il piccolo palcoscenico, posto proprio al centro e rivolto verso via Santa Brigida, fu calcato da personaggi dello spettacolo rimasti famosi. In particolare dalla coppia Scarano- Moretti, cioè il padre e la madre di Tecla Scarano. Gli spettacoli del Calzona avevano un tale successo di pubblico che anche i giornali dell'epoca, spesso, pubblicavano le recensioni. Di solito, i critici dei quotidiani seguivano solo le prime dei lavori in scena nei numerosissimi teatri napoletani. Anche il Caffè della Galleria, per i prezzi particolarmente bassi che praticava e per gli spettacoli gratuiti e di buon livello, era divenuto un punto d'incontro tra le classi ricche e quelle meno abbienti. Con la spesa di soli tre soldini si prendeva il caffè seduti al tavolino e si poteva trascorrere l'intera serata a godersi lo spettacolo; c'era chi, più fortunato, poteva assistere dalle finestre del suo ufficio al primo piano. Era il caso di Matilde Serao, che dalla redazione de "Il giorno", tra uno scritto e l'altro, volgeva volentieri lo sguardo verso il piccolo palcoscenico del Calzona. Il Caffè, con la sua attività di spettacolo e con il suo pubblico eterogeneo fornì lo spunto a una macchietta, inventata dal cronista mondano del "Mattino", Ugo Ricci. La interpretò l'attore Nicola Maldacea nel vicinissimo Salone Margherita. Nel dialogo si magnificavano le caratteristiche del locale:«In fatto di cafè presentemente, non v'è di meglio d' 'o Cafè Calzona.../Questa è la mia modesta opinione: sempre secondo il mio modo 'e vedè». In realtà, qualcosa di meglio doveva esserci se è vero che piano piano il Calzona perse la parte più consistente della sua clientela in favore di altri locali, in particolare, a beneficio del solito Gambrinus e del Salone Margherita.