Il nome Girolomini o,
come veniva anticamente chiamato, Gerolomini, ricorda i padri che
fiorirono a Napoli nel XVIsecolo meritandosi in regalo
dall'arcivescovo Carafa ciò che restava del palazzo Saripando, con l'invito a
creare anche a Napoli un oratorio. I padri acquistarono case e casupole,
giardini e orti in tutta la zona viciniore, comprese due chiesette antiche,
demolendo il tutto e dando inizio, nel 1592, alla loro monumentale
chiesa, che dedicarono a S. Maria della Natività e a Tutti i Santi.
Primo architetto ne fu il Dosio, alla sua morte ne continuò l'opera Dionisio di
Bartolomeo e nel 1619 la chiesa era finita ma senza cupola, innalzata nel
1650 da Dionisio Lazzari insieme alla facciata che più tardi Ferdinando
Fuga si incaricò di rifare, aggiungendovi i caratteristici due campanili. Le
statue che la ornano sono del Sammartino. L'interno in stile barocco, in
restauro, ampio e luminoso, è diviso in tre navate da colonne di granito;
sull'altare maggiore si nota il dipinto di G. B. Azzolino raffigurante la "Madonna
della Vallicella".
Il soffitto è fastoso, d'oro in legno intagliato; vediamo tra le altre opere un
grandioso affresco de "La cacciata dei profanatori dal Tempio". Altreopered'arte di grandi maestri (Guido Reni,
Solimena, Cavallino, ecc.) nonchè la sontuosa cappella S. Filippo Neri,
opera di Dionisio e Jacopo Lazzari.
La cupola presenta un affresco ottocentesco di Camillo Guerra restaurato da
Antonio Barletta. La sacrestia affrescata da Luca Giordano conserva il settecentesco pavimento
marmoreo del Guglielmelli. Fa parte del complesso la Biblioteca che
custodisce incunaboli e preziosi manoscritti, tra cui il fondo del filosofo
napoletano Giuseppe Valletta, curato da Gian Battista Vico nel 1724,
in un ambiente con arredi e decorazioni del Settecento. La Pinacoteca,
raccoglie importanti opere tra cui dipinti di Guido Reni, Luca Giordano e Jusepe
de Ribera. Ricordiamo, inoltre, la Congrega dell'Assunta, l'Archivio
Oratoriano, quello musicale e i due Chiostri: il piccolo del
Dosio con al centro il secentesco pozzo in marmo, ed il grande del Lazzari con
un ampio aranceto.
Porticato del Grande
Chiostro:
contiene una quadreria del Settecento Napoletano ed una
Biblioteca-Museo tra
le più belle d'Europa preservata, nel secondo conflitto mondiale,
dall'opera d'un grande studioso Antonio Bellucci.
Nell' annessa Chiesa riposano le spoglie
di Gian Battista Vico.