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Sant'Anna dei Lombardi
...altre chiese a Napoli: http://www.dentronapoli.it/Chiese/Chiese.htm La chiesa di S. Anna dei
Lombardi è conosciuta anche come chiesa di Monteoliveto perché si
trova proprio nel largo appunto di Monteoliveto. La bellissima chiesa,
vera e propria antologia dell'arte rinascimentale napoletana, fu fatta costruire
con l'annesso convento, dal grande protonotario di re Ladislao d'Angiò, Gurella
Orilia nel 1414, ed affidata ai monaci olivetani. Ai primi del secolo
scorso la chiesa passò alla confraternita di S. Anna dei Lombardi
che aveva avuto la propria chiesa semidistrutta nel terremoto del 1805.
Della facciata originale resta soltanto il basamento dopo il rifacimento ad
opera di Gennaro Sacco nel Seicento, ed il restauro attuale dopo le devastazioni
dei bombardamenti dell'ultima guerra mondiale. La facciata con il bell'arco "catalano",
è un rifacimento, sebbene perfetto, dell'originale. Con il re Alfonso d'Aragona
collaborarono alla costruzione della chiesa e del convento anche le famiglie
d'Avalos e Piccolomini d'Amalfi ed il complesso si arricchì di ben quattro
chiostri, dei quali resta traccia nella attuale caserma dei carabinieri, nella
quale il Tasso scrisse parte della sua Gerusalemme Liberata. Nell'atrio
della chiesa si trovano i monumenti funebri dell'architetto Domenico Fontana del
1627 a destra, ed a sinistra quello del comandante della truppe reali di
Filippo V, Giuseppe Trivulsi. La bella porta lignea è stata ricostruita nel
1955 da Salvatore Vecchione identica all'originale. Nel rifacimento
seicentesco dell'architetto Sacco si cambiò l'altare maggiore che era di
Giovanni da Nola, fu trasformato in sacrestia il refettorio affrescato dal
Vasari, e rifatto il soffitto a cassettoni su disegno di Mario Cartaro. Appena
entrati a destra e sinistra due magnifici altari; a destra quello del 1532
di Giovanni Merliano da Nola con bassorilievi del Rossellino e di Benedetto da
Majano appartenuto ai Ligorio del sedile di Porta Nuova; a sinistra quello della
famiglia del Pezzo di Caianiello opera di Girolamo Santacroce. Tra i due altari
il quattrocentesco organo (1497) trasformato nel 1697 da Cesare
Caterinozzi da Subiaco e decorato nel 1700 dal napoletano Alessandro
Fabbro. Sulla destra la cappella Mastrogiudice coi bei monumenti sepolcrali
di Geronimo d'Auria e l'altare del fiorentino Benedetto da Majano. Di grossa
importanza anche la cappella Nauclerio con l'altare attribuito a Giovanni da
Nola, il monumento sepolcrale di Giovanni e Tommaso Nauclerio di Tommaso
Malvito; la volta della cappella è affrescata dal Malinconico. Nella cappella
Bosco un bel S. Cristoforo del Solimena. Di notevole importanza la
cappella Orefice che contiene il sepolcro monumentale di Antonio
Orefice protonotario di Carlo V e di Filippo I. La cappella è opera del 1596
di Geronimo d'Auria e Cristoforo Monterosso con il bel pavimento del 1597.
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