La città di NAPOLI: Non tutto ma di tutto su questa magnifica città. I suoi monumenti , i musei, le chiese i personaggi illustri, le sue tradizioni le leggende e tanto altro ancora. Visti attraverso un profilo storico e culturale.

Sant'Anna dei Lombardi

La Pietà - Guido Mazzoni 1492 (nell'oratorio del Santo Sepolcro)

...altre chiese a Napoli: http://www.dentronapoli.it/Chiese/Chiese.htm

La chiesa di S. Anna dei Lombardi è conosciuta anche come chiesa di Monteoliveto perché si trova proprio nel largo appunto di Monteoliveto. La bellissima chiesa, vera e propria antologia dell'arte rinascimentale napoletana, fu fatta costruire con l'annesso convento, dal grande protonotario di re Ladislao d'Angiò, Gurella Orilia nel 1414, ed affidata ai monaci olivetani. Ai primi del secolo scorso la chiesa passò alla confraternita di S. Anna dei Lombardi che aveva avuto la propria chiesa semidistrutta nel terremoto del 1805. Della facciata originale resta soltanto il basamento dopo il rifacimento ad opera di Gennaro Sacco nel Seicento, ed il restauro attuale dopo le devastazioni dei bombardamenti dell'ultima guerra mondiale. La facciata con il bell'arco "catalano", è un rifacimento, sebbene perfetto, dell'originale. Con il re Alfonso d'Aragona collaborarono alla costruzione della chiesa e del convento anche le famiglie d'Avalos e Piccolomini d'Amalfi ed il complesso si arricchì di ben quattro chiostri, dei quali resta traccia nella attuale caserma dei carabinieri, nella quale il Tasso scrisse parte della sua Gerusalemme Liberata. Nell'atrio della chiesa si trovano i monumenti funebri dell'architetto Domenico Fontana del 1627 a destra, ed a sinistra quello del comandante della truppe reali di Filippo V, Giuseppe Trivulsi. La bella porta lignea è stata ricostruita nel 1955 da Salvatore Vecchione identica all'originale. Nel rifacimento seicentesco dell'architetto Sacco si cambiò l'altare maggiore che era di Giovanni da Nola, fu trasformato in sacrestia il refettorio affrescato dal Vasari, e rifatto il soffitto a cassettoni su disegno di Mario Cartaro. Appena entrati a destra e sinistra due magnifici altari; a destra quello del 1532 di Giovanni Merliano da Nola con bassorilievi del Rossellino e di Benedetto da Majano appartenuto ai Ligorio del sedile di Porta Nuova; a sinistra quello della famiglia del Pezzo di Caianiello opera di Girolamo Santacroce. Tra i due altari il quattrocentesco organo (1497) trasformato nel 1697 da Cesare Caterinozzi da Subiaco e decorato nel 1700 dal napoletano Alessandro Fabbro. Sulla destra la cappella Mastrogiudice coi bei monumenti sepolcrali di Geronimo d'Auria e l'altare del fiorentino Benedetto da Majano. Di grossa importanza anche la cappella Nauclerio con l'altare attribuito a Giovanni da Nola, il monumento sepolcrale di Giovanni e Tommaso Nauclerio di Tommaso Malvito; la volta della cappella è affrescata dal Malinconico. Nella cappella Bosco un bel S. Cristoforo del Solimena. Di notevole importanza la cappella Orefice che contiene il sepolcro monumentale di Antonio Orefice protonotario di Carlo V e di Filippo I. La cappella è opera del 1596 di Geronimo d'Auria e Cristoforo Monterosso con il bel pavimento del 1597.
Tra i capolavori che si trovano nella chiesa di Monteoliveto è il grande gruppo di Guido Mazzoni, composto da sette figure a grandezza naturale in una drammatica Deposizione del 1492. Le belle figure, di terracotta policroma, sono state restaurate una prima volta nel 1882 e, recentemente, da Salvatore Gatto. In alcune di esse il Mazzoni ritrasse personaggi napoletani celebri come il re Alfonso II, Giovanni Pontano ed il Sannazaro con Lucrezia d'Alagro contemporanei dell'artista. Ancora una Deposizione marmorea del d'Auria ed il monumento funebre dei Maza. La cappella dell'Assunta, appartenuta alla potente famiglia dei Sangro e decorata dal Naccherino, contiene una bella Assunta del Sanfedele ed un frate Olivetano del Vasari che affrescò a grottesche anche le crociere del refettorio antico, poi sacrestia ed oggi sala di riunione della Confraternita dei Lombardi con i meravigliosi stalli in tarsia lignea di Giovanni da Verona del 1506, che riproducono alcuni monumenti rinascimentali di Napoli compresa la facciata originale della chiesa stessa. Ritornati nell'interno troviamo il notevole coro opera di Giovanni da Verona del 1591 su disegno del Cavagni. L'altare maggiore conserva del precedente di Giovanni da Nola il solo paliotto, mentre l'attuale è opera barocca su disegno di Domenico Vinaccia. Da menzionare ancora la cappella Tolosa voluta nel 1500 dal mercante spagnolo Paolo Tolosa ed opera di Giuliano da Majano con dipinti attribuiti al Pinturicchio. Gli Evangelisti nei quattro tondi dei pennacchi della volta sono opera della bottega Della Robbia. Bellissima, infine, la cappella Piccolomini dei duchi d'Amalfi, di squisita eleganza toscana del migliore rinascimento italiano. Di fronte all'arco di  ingresso è un Cristo del 1550 del Mazzoni a destra una Ascensione e i Ss. Nicola e Sebastiano del 1492; delizioso il pavimento a mosaico ed il Presepio (i primo esempio a Napoli di questa rappresentazione artistica) sull'altare, di Antonio Rossellino del 1475. Il bel monumento sepolcrale di Maria d'Aragona figlia naturale di Ferrante I e duchessa d'Amalfi che sposò il nipote di Pio II Piccolomini, Antonio, fu iniziato dal Rossellino e terminato da Benedetto da Majano nel 1479. Sulla destra, attribuita a Piero della Francesca una Annunciazione.
I I monaci olivetani erano famosi, anche fuori del regno di Napoli, per un ottimo sapone che fabbricavano nella loro spezialeria e vendevano a 24 carlini la libbra, cifra notevole per quella merce. Un viaggiatore illustre, il Burnet, ha lasciato un'entusiastica descrizione della bontà e delicatezza del prodotto.