La città di NAPOLI: Non tutto ma di tutto su questa magnifica città. I suoi monumenti , i musei, le chiese i personaggi illustri, le sue tradizioni le leggende e tanto altro ancora. Visti attraverso un profilo storico e culturale.

Santa Maria Donnaregina
vico Donnaregina 

...altre chiese a Napoli: http://www.dentronapoli.it/Chiese/Chiese.htm

Chiesa di Donnaregina: InternoLa sua antichissima origine risale all' VIII secolo, quando col nome di S. Pietro o S. Pietro al Monte era officiata dai monaci basiliani (il monastero ospitò anche una figlia del duca bizantino di Napoli, Giovanni e la figlia dell'imperatore d'Oriente, Atanasio). Ospitò nel secolo successivo alcune monache benedettine sostituite nel 1348 da suore francescane che lo dedicarono alla Vergine Maria. Il nome Donna Regina fu ritenuto per lungo tempo un omaggio alla regina Maria d'Ungheria, moglie di Carlo II d'Anjou che volle la ricostruzione della chiesa tra il 1307 e il 1320, dopo i danni procurati dal terremoto del 1293, alcuni storici ritengono invece che il nome sia dovuto alla proprietaria del suolo. Più affascinante la leggenda napoletana, trascritta dalla Serao, delle tre sorelle Toraldo (Donna Regina, Donna Albina e Donna Romita) che la scrittrice data nel medioevo angioino mentre la denominazione della zona di Donna Regina risale molto più addietro nell'alto medioevo. Attualmente la chiesa consta di due parti: una più antica, trecentesca e una più moderna, rinascimentale-barocca. La chiesa trecentesca, tra le più pregiate costruzioni medievali napoletane, sorse sulle rovine della precedente per munificenza, come abbiamo già detto, di Maria d'Ungheria e contiene il bellissimo sepolcro della regina di Tino di Camaino e Gagliardo Primario del 1325.
La tomba monumentale che ripete il tipo a padiglione, peculiare del tempo, mostra la regina inginocchiata davanti alla Vergine. Il sarcofago ha undici piccole nicchie, quattro sui lati e sette sul davanti, definite da colonnine che reggono archi acuti contenenti piccole statue raffiguranti alcuni dei tredici figli di Carlo II, marito della regina. Vi si riconoscono quella di Roberto, di Filippo di Taranto, di Raimondo Berengario, di Carlo Martello e Giovanni di Durazzo con al centro Lodovico, il santo vescovo di Tolosa. Il sepolcro, nella sua cristallizzata eleganza, esprime un'armonia severa e possente, caratteristica delle opere del Camaino, che si impongono per la perfetta fusione degli elementi architettonici con quelli scultorei. La chiesa è divisa in tre navate da colonne ottagonali che sostengono anche il vasto coro. Il soffitto cinquecentesco a cassettoni è attribuito al Belverte, e gli stalli del coro, di finissimo intaglio, provengono da S. Lorenzo Maggiore. Molto importante la cappella Loffredo con affreschi di scuola giottesca del 1315. Di grande interesse gli affreschi del coro di Cavallini e di Lello da Orvieto che restano i brani più interessanti della pittura romanico-gotica di Napoli, risalenti alla metà del Trecento; spettacolare anche il gigantesco Giudizio Universale. Dai bei portali cinquecenteschi si accede agli appartamenti della badessa affrescati dal Solimena con un S. Francesco in gloria ed una Incoronazione di Mattia Preti. La seconda chiesa di S. Maria a Donnaregina, che si rese necessaria quando la antica venne inglobata nel convento, è opera del 1620 di Giovanni Guarino e si affaccia sulla piazza sul "largo" omonimo. Terminata nel 1649, fu inaugurata dal cardinale Innigo Caracciolo e delle due è quella aperta al culto (
la medievale viene usata come sala da concerti e museo). Si accede alla chiesa barocca da una maestosa scalinata che porta all'unica navata rivestita di preziosi marmi policromi. Nella volta sono dipinti del Solimena giovane e sull'altare maggiore un bel polittico cinquecentesco. Ancora vi si possono ammirare dipinti del de Matteis, una Madonna delle Grazie, e di Luca Giordano (nella navata a sinistra)con una Vergine e S. Simone e La peste del 1656. Nel lato destro uno Sposalizio della Vergine ed una Presentazione al Tempio di scuola giordanesca; nella sacrestia un bel Crocifisso ligneo del Quattrocento.