L'obelisco al centro della
piazza; in un primo tempo nacque come monumento equestre a Filippo V (in Spagna
si conservano due bozzetti della statua che ornò la piazza).
In seguito per volere del gesuita padre Pepe, che si battè per i diritti dei
poveri ed aveva libero accesso a corte perchè stimato per la sua irruente
dirittura morale, nel 1747 si costruì la bella guaglia barocca
dedicata all'Immacolata, con grande costernazione del duca di Monteleone che
temeva l'abbattimento dell'alta e svettante costruzione sulla facciata del suo
palazzo.
Bisogna tener conto che Napoli è stata funestata da rovinosi terremoti,
in ragione di un paio a secolo, che dal medioevo hanno distrutto
sistematicamente quasi tutti i monumenti più importanti della città.
Ma le vibrate proteste del duca non ottennero il favore del re che, invece,
avrebbe voluto collaborare di propria tasca alla grande "colletta"
popolare voluta da padre Pepe che rifiutò per riuscire da solo (e vi riuscì) a
raggranellare la non indifferente cifra fra i cittadini per pagare gli artisti
che collaborarono alla stupenda costruzione.
Anche recentemente è stato operato un importantissimo consolidamento delle
strutture portanti e dei ganci metallici che reggono le numerose sculture al
corpo della guglia.
Il progetto della guglia dell'Immacolata è del Genoino su indicazioni
dello stesso padre Pepe; le belle sculture sia statue a tutto tondo che
medaglioni in altorilievo rappresentanti santi dell'ordine gesuita ed episodi
evangelici, sono di Matteo Bottiglieri e Francesco Pagano.
Il nuovo simbolo della potenza gesuita prendeva per sempre il posto dello
sfortunato monumento a Filippo V che ebbe solo due anni di vita, dal 1705
al 1707, quando con l'ingresso degli austriaci a Napoli, la plebe,
che infierì sui simulacri "a posteriori", l'abbattè.