Il Museo Diego Aragona
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Cenni Storici:
Il museo ha sede nel bel palazzo neoclassico noto come Villa Pignatelli. Esso
venne costruito nel 1826, in posizione arretrata rispetto ai palazzi che
nei primi decenni dell' 800 si andavano edificando lungo la Riviera di
Chiaia. Sin dalle sue origini le caratteristiche di questa Villa principesca si
legano al gusto e all'importanza delle aristocratiche famiglie che l'hanno
abitata: gli Acton, i Rothschild e i Pignatelli. Sir Ferdinando Acton (1801-1837)
acquistò il terreno il 2 marzo 1826, da Lord Guglielmo Drammond, che
l'aveva a sua volta comperato l'anno precedente dagli antichi proprietari, i
Carafa di Belvedere; l'incarico di progettarla venne affidato all'architetto
napoletano Pietro Valente. La Villa rappresenta un unicum tra gli esempi
dell'architettura neoclassica napoletana per la magniloquenza di alcuni elementi
utilizzati come l'imponente "peristilio", che la rende simile alle ville
rappresentate negli affreschi pompeiani e stabiesi. L'eccentricità di certe
soluzioni adottate da Valente (come ad esempio l'ingresso situato sul fronte
posteriore), risultato di oltre venti progetti elaborati per il committente nel
corpo di fabbrica, suscitò severe critiche nel bigotto clima dell'architettura
napoletana di quegli anni. Ferdinand Acton sposò nel 1832 Maria
Luisa Pelline, unica figlia ed erede del Duca di Dalberg. Nel 1840,
dopo la sua precoce morte, avvenuta nel 1837, la giovane vedova si
risposò con il secondo conte di Grandville e vendette la casa napoletana a Carl
Mayer von Rothschild. La Villa venne modificata da un ignoto architetto
parigino e in seguito da Gaetano Genovese. Nel 1867 il secondogenito di
Carl Adolf Rothschild vendette la Villa al Principe Diego Aragona Pignatelli
Cortés, il quale proseguì gli interventi di trasformazione dell'abitazione e del
parco.
Grazie al gusto e all'intelligenza della principessa Rosina, moglie del giovane
principe Diego, nipote e omonimo del Principe Pignatelli, la Villa diventerà nei
primi decenni di questo secolo luogo di incontro di regnanti e aristocratici
d'Italia e d'Europa. La stessa principessa nel 1955 donò allo Stato, la
Villa, con il giardino, gli arredi, e la raccolta di oggetti d'arte decorativa
che oggi costituiscono il Museo Diego Aragona Pignatelli Cortés.
Unica condizione della donazione fu che l'appartamento, nella sua parte
rappresentativa con tutto il suo arredo di mobili e le raccolte di oggetti di
arte decorativa, rimanesse conservato integralmente nei suoi aspetti
caratteristici e nessun oggetto potesse esserne distratto a far parte di altre
collezioni. Del Museo fanno parte anche il ricco fondo librario, composto da piu
2.000 libri e oltre 4.000 dischi di musica lirica e classica, e il
Museo delle carrozze intitolato al Marchese Mario d'Alessandro di Civitanova.
Il ruolo preminente del Museo è costituito dall'attività espositiva; i locali
del primo piano salvo quelli che hanno conservato gli arredi originali sono la
sede di mostre temporanee di arte antica e moderna e nella veranda coperta al
piano terreno si svolgono ugualmente esposizioni e concerti di musica classica.
Gli Arredi
Il Salotto rosso è arredato con grandi consolles neobarocche, in legno
intagliato e indorato, sormontate da ricche cornici che inquadrano monumentali
specchiere; l'intaglio neorinascimentale delle librerie, del tavolo e dei divani
caratterizza, invece, l'ambiente della Biblioteca; funzionali stipi e pregevoli
boiseries rendono, infine, la sala da pranzo un ambiente di raffinata eleganza.
Tra i mobili vanno segnalati il tavolo neoclassico in legno, marmi policromi e
pietre dure; lo scrittoio con alzata con placche di porcellana di Sévres, da
riferire a quella tipologia di secretaire con alzata a ribalta e placche in
porcellana realizzate in Francia negli anni 1775-80 da Martin Carlin. Tra
gli oggetti d'arte spiccano tre interessanti dipinti su tavola con "Storie della
vita della Vergine", databili al 1530 circa di Giovan Filippo Criscuolo,
e inoltre il "Narciso" di Vincenzo Gemito, ispirato ad esempi classici.
Insieme alla Villa, la famiglia Pignatelli volle donare l'ampia raccolta di
oggetti d'arte decorativa affinché costituisse la collezione stabile del Museo.
L'eterogeneità degli oggetti esposti, mostra chiaramente che l'interesse dei
Pignatelli era rivolto a precise esigenze di arredo, piuttosto che ad un
collezionismo vero e proprio. La raccolta di porcellane costituita da una vasta
campionatura delle più importanti fabbriche italiane ed europee di '700 e
'800. Il nucleo più ampiamente rappresentato è quello della manifattura
di Meissen, con il Servizio da caffè (1735-40), decorato con paesaggi e
marine, e con il gruppo plastico raffigurante il "Ratto di Proserpina" (1750
ca.), oltre ad una serie di gruppi di scene allegoriche. Degni di nota sono
anche i pezzi della manifattura di Vienna, con scene galanti e
mitologiche, come il gruppo con "Perseo che libera Andromeda" (1760-65
ca.), contraddistinte da una fantasiosa esuberanza dell'ornamentazione e da
una certa leziosità di gusto. Di estrema raffinatezza il Servizio da tavola di
rappresentanza, con posateria d'argento e bicchieri inglesi, recanti lo stemma
Pignatelli, eseguito intorno al 1830-40 dalla manifattura di Bonneval di
Limoges e composto da numerosi piatti con al centro decorazioni d'uccelli.
Tra le porcellane italiane del '700 sono ben rappresentati gli oggetti di
produzione della Real Fabbrica di Capodimonte (1743-1759), come la "Lavandaia", il "Gentiluomo con marsina" e la
graziosa "Scena galante con cagnolino". Un'opera di particolare
preziosità, tra gli oggetti d'arte del Museo, la "Trembleuse", in vetro
lattimo, con decorazioni a smalti policromi, prodotta a
Murano nella prima metà del'700 dalla fabbrica dei Miotti.
Il Museo Delle Carrozze
Il Museo prende il nome dal marchese Mario d'Alessandro di Civitanova, che donò
nel 1960 una cospicua collezione di carrozze
ottocentesche e di finimenti, sistemata nel Museo di Villa Pignatelli. Il
Marchese di Civitanova, raffinata figura di collezionista, aveva raccolto
durante tutta la vita, nella sua residenza borbonica a Resina, sul Miglio d'Oro,
eccezionali esemplari, insieme ad una numerosa serie di accessori d'ogni genere,
dai finimenti ai frustini, con manici d'argento o d'avorio, ai morsi, alle
mordature, alle briglie. Si aggiunsero a questa ulteriori donazioni, come quella
del marchese Spennati, del marchese Dusmet e del conte Leonetti di
Santojanni.Tra gli oggetti esposti piu rappresentativi, si segnalano le carrozze
inglesi, quali il modello Mail Coach e la London o Ragno, entrambe della fine
del secolo XIX. Di fattura francese sono alcuni Phaeton, carrozze
da passeggio, molto leggere con ruote alte. Della bottega dei napoletani Solano
è la carrozza Poney chaise detta anche Canestro e la Dog Kart carrozza scoperta
a quattro posti.
...altri Musei a Napoli : http://www.dentronapoli.it/Musei/Musei.htm