La città di NAPOLI: Non tutto ma di tutto su questa magnifica città. I suoi monumenti , i musei, le chiese i personaggi illustri, le sue tradizioni le leggende e tanto altro ancora. Visti attraverso un profilo storico e culturale.

Osservatorio Astronomico di
Capodimonte

Osservatorio Astronomico di Capodimonte

Nel 1819, dopo poco meno di  un secolo dall'istituzione della cattedra di astronomia che nel 1735 Carlo III volle all'Universita' di Napoli, l'Osservatorio di Capodimonte inizio' la sua attivita' scientifica. Nel cosiddetto secolo dei lumi, così come era stato fatto a Bologna, a Milano, a Padova e a Palermo, furono fatti alcuni tentativi di utilizzazione da parte di preesistenti edifici ritenuti idonei ad ospitare una specola astronomica. Verificata l'insufficienza delle soluzioni che si erano rese possibili, fu alla fine approvato il progetto della costruzione di un apposito edificio che rappresento' anche il primo caso italiano (al quale, mezzo secolo dopo, nel 1872, fece seguito quello dell'Osservatorio di Arcetri a Firenze) di edificio costruito con lo specifico obiettivo dell'osservazione astronomica. La prima pietra dell'Osservatorio Astronomico fu posta il 4 novembre 1812, durante il regno di Gioacchino Murat. L'edificio, il cui progetto fu opera dell'architetto Stefano Gasse, fu costruito sulla collina di Capodimonte, all'epoca un luogo sufficientemente lontano dalla citta', a circa 150 metri sul livello del mare, il cui orizzonte libero e' di 360 gradi. L'astronomo Federico Zuccari, alla cui volonta' e determinazione si deve anche l'esito positivo degli sforzi di un secolo tesi a dare a Napoli un Osservatorio Astronomico, fu incaricato di sovrintendere ai lavori. Questi lavori, per molti motivi, non si svolsero senza ostacoli tra i quali, certamente non ultimi, le vicende politiche di quel tormentato periodo. Ferdinando IV di Borbone, tornato nel 1815 sul trono di Napoli come Ferdinando I delle Due Sicilie, confermo' l'interesse della Corona verso l'Osservatorio Astronomico e la disponibilita' a finanziarne il completamento. Poiche' lo Zuccari versava in cattive condizioni di salute (mori' nel 1817), il completamento di tali lavori fu affidato alla competenza di padre Giuseppe Piazzi, gia' direttore della Specola di Palermo. I lavori finirono soltanto nel 1819. A dirigere l'Osservatorio di Capodimonte fu chiamato, su consiglio dello stesso Piazzi, Carlo Brioschi che mantenne l'incarico fino al 1833. Posto in un parco di sei ettari, l'Osservatorio comprende, oggi, l'edificio monumentale, sede dell'Osservatorio ottocentesco, nel quale si trovano gli uffici amministrativi, un'aula per seminari, il museo storico e la biblioteca, tre edifici in cui si trovano gli uffici dei ricercatori, i laboratori e le officine e una grande sala-conferenze ricavata recentemente nel terrapieno che sottostava al terrazzo meridionale.

 

Il Capodimonte Deep Field
Una finestra verso l'Universo distante

galassie interagentiL'Ossevatorio Astronomico Capodimonte Deep Field (OACDF) è un progetto di indagine basato su immagini multi-colori che sta aprendo una nuova finestra verso l'Universo distante.    E' condotto con l'ESO Wide Field Imager (WFI), una fotocamera avanzata con 67 milioni di pixel abbinata al telescopio da 2,2 metri MPG/ESO all'Osservatorio La Silla (Cile).
Come progetto pilota all'Osservatorio Astronomico di galassia a spirale e di un oggetto nebulosoCapodimonte (OAC), l'OACDF si propone di fornire un grande database fotometrico per gli studi del profondo spazio extragalattico, con importanti risvolti per la ricerca galattica e planetaria. Inoltre, servirà anche a raccogliere dimestichezza per l'appropriato ed efficiente trattamento di grandi basi di dati, preparate per l'arrivo del VLT Survey Telescope (VST) con il servizio OmegaCam per coprire porzioni di cielo di 1 grado quadrato.

 

...altri Musei a Napoli : http://www.dentronapoli.it/Musei/Musei.htm