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La terra del maiale e del lupo
PROGRAMMA
Il calendario dice che quest’anno la Sagra
del maiale di Senerchia tocca la sua
diciannovesima edizione; per il piccolo centro incastonato sul
versante irpino dell’alta Valle del Sele, quel 28 febbraio
del 1989 è una data da ricordare. Segnò un piccolissimo
inizio, in un paese dove le ferite del terremoto di nove anni
prima sanguinavano ancora. Nata con lo scopo di riproporre il
rituale di sempre, ovvero la pantagruelica e festosa mangiata
che s’accompagnava alla macellazione del maiale, la sagra è
cresciuta di anno in anno pur mantenendo una forte connotazione
di genuinità. E facendo da richiamo per le tante comunità
senerchiesi all’estero. Un altro anno importate per Senerchia
è il 1992, fu allora che venne istituita l’oasi di Valle
della Caccia: 450 ettari di natura incontaminata che da
soli valgono il sacrifico di dover immettersi sulla
Salerno-Reggio Calabria. Un ritorno ai sapori contadini,
un’immersione dove l’Irpinia è più verde che mai: due buoni
motivi per rinunciare alla città in questo primo fine settimana
di marzo.
LA FESTA
Già questa sera, nello slargo che s’apre sul corso Garibaldi,
proprio all’inizio del paese, braci e cucine andranno a tutto
ritmo. Il menù della sagra di Senerchia è di quelli che
non lascia spazio a scrupoli dietetici: pasta e fagioli, fusilli
lavorati a mano e conditi col sugo di pancetta, la minestra di
erbe con le cotiche e la focaccia di granoturco, lo spezzatino
cucinato con i peperoni sottaceto
(papaccelle), le
costine e le salsicce cotte al fuoco della brace, poi specialità
solo locali come i peperoni con i fagioli o con le patate.
D’obbligo come accompagnamento un bicchiere di generoso rosso
locale. Un tappeto di musiche e colori nel centro medievale che
ancora conserva intatte atmosfere d’altri tempi: domani la
manifestazione ospiterà lo spettacolo degli artisti di strada e
in serata un concerto di musica tradizionale. Domenica mattina,
infine, ad animare la festa ci penseranno i
gruppi folk di Forino e di Taurano
col ballo’ndreccio, tipico del carnevale, e le tarantelle. La
Sagra del maiale si protrarrà sino a domenica sera, proponendosi
(domani e domenica)
anche per l’orario di pranzo. In ogni caso occorrerà prenotarsi
telefonando ai numeri: 329/6505314; 338/8120560; 333/2360078.
LA VALLE DELLA CACCIA
Per potersi concedere una passeggiata tra i sentieri
(segnalati) dell’oasi
Wwf di Valle della Caccia occorrerà sperare in una bella
giornata di sole. Solo se il tempo sarà favorevole, infatti,
l’area protetta sarà aperta al pubblico. Se così non fosse,
occorrerà ritornare in aprile, quando avrà inizio la stagione
delle escursioni e delle visite guidate che si protrarrà poi
sino a settembre. L’estensione è ampia, il paesaggio naturale è
mutevole e di eccezionale valore botanico e faunistico, l’oasi,
insieme a quella del monte Polveracchio, nella confinante
provincia di Salerno, ricade infatti nei Monti Picentini, in
assoluto uno dei più ampi e selvaggi complessi montuosi
dell’Appennino meridionale, tanto impervio che fu utilizzato nei
primi anni del Regno d’Italia da celebri briganti come rifugio
sicuro. Per tante leggende legate alla verità della storia, una
presenza che è accertata da sempre, quella del lupo, che nei
boschi di Senerchia, al contrario che altrove, non è mai
scomparso. Qualche anno fa, uscito dal bosco, uno di questi
animali si ritrovò sulla strada statale. Una sorte segnata. Il
suo corpo imbalsamato è il pezzo più significativo del museo del
lupo che in aprile
(si spera) aprirà i
battenti.
Trote: Per allevare le trote sono
necessarie acque pure e limpide. Quelle del fiume «Acqua bianca»
sono perfette. A pochi metri dall’ingresso dell’Oasi del Wwf, il
Ristorante la Ruota le alleva e le propone in menù ai turisti
(0827/57164)
Fagioli: Nei secoli passati i fagioli
«Occhio nero» dell’alta Valle del Sele erano apprezzati anche in
Inghilterra. La sagra di Senerchia li propone in varie
preparazioni: si presentano con una buccia sottile, sono
particolarmente digeribili e buonissimi.
La focaccia: Ad accompagnare la minestra
di verdure e cotiche che rappresenta uno dei piatti della locale
tradizione contadine è la «pizza», una focaccia di mais che dopo
essere stata avvolta in un foglia di cavolo viene cucinata alla
brace.
Gli ortaggi: Grazie alle caratteristiche
del suolo, a Senerchia anche i peperoni e le patate sono
particolarmente buoni, inoltre vengono coltivati con i sistemi
di un’agricoltura sana. Peperoni e patate saranno gli eccellenti
comprimari del menù dei tre giorni di sagra.
I fusilli: Caratteristica della sagra di
Senerchia è che gran parte delle preparazioni seguono i sistemi
tradizionali di lavorazione. La salsiccia cucinata alla brace,
ad esempio, è fatta come cento anni fa; idem per la pancetta che
condirà i fusilli preparati a mano.
Antonella Durazzo
La notizia è tratta da il quotidiano
Il Mattino di Napoli
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Festa dell’Arte
da domani visite gratuite ai gioielli
monumentali
Un fine settimana all’insegna dell’arte per
visitare gratuitamente 30 siti archeologici, monumentali
e artistici e 48 cantieri di restauro nelle cinque
province campane, inserite nel circuito Campania
Artecard. Domani e domenica, a
partire dalle 9, sarà possibile recarsi al Museo archeologico
nazionale, al museo civico di Castel Nuovo, a Città della
Scienza, al Teatro San Carlo, nel complesso religioso di Santa
Maria di Gerusalemme grazie alla quinta edizione della «Festa
dell’Arte», uno dei grandi eventi dell’assessorato regionale
al Turismo della Campania, attuato in sinergia con il ministero
per i Beni e le attività culturali, gli enti interessati e il
coordinamento della Scabec (società
campana per i beni culturali).
Un’anteprima del ricco cartellone di visite in programma si
potrà avere già questa mattina (ore 11)
presso Palazzo Reale a Napoli. Qui l’assessore al Turismo e ai
Beni Culturali della Regione Marco Di Lello, il direttore
regionale ai Beni e alle Attività Culturali Stefano De Caro e il
sovrintendente ai Beni Architettonici di Napoli Enrico Guglielmo
illustreranno il progetto rivolto ai visitatori diversamente
abili. Un pacchetto di servizi che prende il via in occasione
della «Festa dell’Arte» ma diventerà iniziativa stabile
di Palazzo Reale. Da domani, invece, i gioielli monumentali
dell’intera regione spalancheranno le porte ai turisti e ai
residenti. Si può partire da Napoli e proseguire alla volta dei
Campi flegrei facendo tappa a Cuma, al Rione Terra, allo Stadio
di Antonino Pio, al Parco delle Necropoli di via Campana, oppure
sull’altro versante della provincia napoletana raggiungere
Pompei per visitare, su prenotazione, la casa di Trebio Valente
in via dell’Abbondanza, la casa dell'Ara Massima e la casa degli
Amorini Dorati. «Per il quinto anno – spiega Di Lello -
offriamo occasioni di visita all’interno del circuito di
Campania Artecard, certi che il nostro patrimonio culturale sia
un ottimo biglietto da visita per potenziare i flussi turistici
nella nostra regione». Per conoscere il programma completo
dell’iniziativa basta consultare il sito
www.campaniartecard.it o chiamare al numero verde 800
600601 (da telefono fisso)
o 0639967650 (da cellulare).
La notizia è tratta da il quotidiano
Il Mattino di Napoli
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