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Montella
Castagna, regina d’autunno
Tour in elicottero, spettacoli dei falconieri,
spettacoli musicali itineranti, visite guidate ma soprattutto
tante ghiottonerie a base di castagne. È la regina dell’autunno
la protagonista della sagra che si svolge questo fine settimana
a Montella.
La
cittadina della valle dell’Alto Calore ospiterà la 27esima
edizione della manifestazione dedicata alla castagna la cui
storia va di pari passo con la propria. Risale al tempo dei
Longobardi, infatti, la prima legge per la tutela della
coltivazione di questo frutto della terra; inoltre, la castagna
che si raccoglie da queste parti detiene anche il primato di
essere stato, nel 1987 il primo ed unico caso in Italia di
prodotto ortofrutticolo ad ottenere il riconoscimento di
Denominazione di Origine Controllata sostituito successivamente
dalla indicazione geografica protetta. Il taglio del nastro
della kermesse avverrà domani mattina alle nove: a quest’ora è
prevista l'accensione dei motori dell'elicottero per coloro che
vorranno vedere dall'altro questa zona dell'Irpinia (Il servizio
è su prenotazione: informazioni sul sito www.montella.eu). A
mezzogiorno in punto, l’apertura degli stand gastronomici e dei
prodotti tipici: gli abitanti di Montella saranno lieti di far
assaggiare ai visitatori i piatti della tradizione culinaria
della zona, il cui ingrediente prinicipale è naturalmente la
castagna. Nel pomeriggio, il divertimento è assicurato con la
sfilata dei gruppi folk e con la esibizione della falconeria, la
serata si conclude con musica, danze e l’immancabile tarantella
della vicina Montemarano. Il programma della giornata di
domenica è si arricchisce dello spettacolo di burattini previsto
alle undici e alle sedici e della musica e danza popolare della
Associazione Aequana alle diciassette. Con il suo cibo genuino e
l’aspetto di un borgo d’altri tempi, Montella è una meta
perfetta per coloro che vogliono sfuggire al ritmo frenetico
delle città e decidono per un giorno di farsi coccolare da un
ambiente incontaminato, ricco di tradizioni e sapori. Si può
così prenotare una visita guidata presso il santuario di San
Francesco a Folloni che si raggiunge percorrendo un suggestivo
viale di platani con il museo annesso e il monumento degli
innamorati. Ma si può anche raggiungere il Santuaro del
Santissimo Salvatore che, eretto a circa mille metri di
altitudine, domina tutta la vallata sottostante, si tratta di un
posto molto caro ai montellese, centro della religiosità locale
dal 1779 e punto di riferimento di chi è costretto ad
allontanarsi dal luogo natio. Al centro del paese, invece, sorge
la monumentale Collegiata di Santa Maria del Piano, la cui
costruzione iniziò nel 1550 che custodisce un maestoso organo a
canne del 1781 e un eccezionale busto di San Rocco in argento e
rame dorato, opera pregevolissima del 1657 dell'artista
napoletano Aniello Treglia. (Per informazioni
www.sagracastagnamontella.com). Infine, è possibile trasformare
il tour culturale in una piacevole passeggiata gastronomica
nelle aziende e nei fondi castagnali: qui si possono apprendere
tutti i segreti che usano i coltivatori, si possono acquistare
sacchetti da portare a casa o comprare deliziose marmellate o
dolci preparati con le castagne di Montella.
E' bello sapere che a Montella:
La ricotta: È uno dei prodotti che porta
il nome della città. Ancora oggi viene venduta nelle "foscelle"
e usata nella preparazione della pasta ripiena, ma anche nei
dolci o semplicemente come secondo a tavola. Viene prodotta
anche piccante.
La pasta: Tante le forme di pasta: orecchiette, fusilli,
la maccaronara gli gnocchi e ovviamente i ravioli con la
ricotta. Il condimento principale è, comunque, senza dubbio il
ragù, a base di carne. Ma non mancano i sughi di legumi, o
funghi e tartufi.
La carne: Il cavallo di battaglia della cucina montellese
è senza dubbio il maiale. Diverse famiglie usano ancora
allevarlo e macellarlo in proprio. Ogni parte viene usata, e qui
le ricette si perdono nel tempo. Una delle più antiche è carne,
patate e peperoni, rigorosamente cotti in forno a legna.
Le zuppe: Tante le zuppe a base di legumi ma una in
particolare è tipica montellese, la "'ndrittuglia". È una
minestra composta di fave, fagioli, mais, lenticchie e ceci.
Ognuno degli ingredienti viene cotto singolarmente, e poi
vengono uniti.
(BARBARA TAFURI)
Notizia tratta da:
Il Mattino di Napoli
Intra et Extra Moenia
La storia di Antigone
tra la Sanità e Scampia
Oggi e domani nei quartieri
Sanità e Scampia Beatrice Monroy (con le letture di Maria
Basile) racconterà la storia di Antigone: l’eroina sofoclea
condannata a morte per aver disubbidito agli ordini del tiranno
Creonte che vieta la sepoltura di suo fratello Polinice. Due
momenti importanti che rappresentano il punto culminante di un
più vasto progetto di formazione diretto a un folto gruppo di
donne dei due quartieri napoletani che hanno accettato per circa
un anno di riunirsi per ascoltare, raccontare e raccontarsi le
proprie esperienze di vita rilette alla luce del capolavoro
sofocleo. Sorprendentemente vicina alla gente, la vicenda di
Antigone, eternamente sospesa tra la legge dello stato e quella
del sangue ovvero degli uomini, ha generato una riflessione
corale che se da un lato ha evidenziato la forza indiscutibile
dell’opera, dall’altro ha stimolato una serie di riflessioni che
hanno messo in rapporto e in discussione i concetti di polis,
città/metropoli, Stato/Istituzioni, legami di sangue, libertà,
ribellione, diritti, lotta; una girandola di questioni su un
mondo fatto di leggi spesso troppo contorte e difficili da
comprendere, dove il corpo insepolto, ovvero privato, è il corpo
della pena, del dolore dell’inquietudine. E poi ne è nato il
racconto. Il racconto di vita lungo e articolato con le storie
antiche, le storie dei padri, delle madri che si sono scoperte
neo-Antigoni, Antigoni contemporanee che a Napoli spesso
assistono alla negazione dei più semplici diritti umani. Il
percorso si conclude quindi con questo evento-racconto di
Beatrice Monroy: un racconto intenso arricchito anche da alcune
storie, delle nostre «Antigoni napoletane». Palermitana,
Beatrice Monroy, si occupa di letteratura e di scrittura.
Racconta la letteratura per potere trasmettere a chi l’ascolta
l'avventura della lettura. Conduce laboratori di scrittura e
narrazione. A Palermo ha fondato e diretto Libr’aria, ha
costruito il grande progetto de «La notte dei mille racconti».
Attualmente lavora come free lance, per la diffusione della
lettura e della buona letteratura, conducendo laboratori di
scrittura e narrazione e raccontando le sue storie in giro per
l’Italia.
(BARBARA ROMANO)
La notizia è tratta da:
Il Mattino di Napoli

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