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Arte da scoprire
Viaggio tra passato e presente
Un’antica linea ferroviaria verso le terre del vino,
gastronomia e musica popolare
Un viaggio in treno per scoprire le Terre del
vino, godere del rilassante paesaggio della verde Irpinia e
rilanciare una antica linea ferroviaria che rischia la chiusura.
L'idea per trascorrere la domenica di questo fine settimana è
singolare: salire a bordo di un vagone che viaggia lungo la
tratta Avellino Rocchetta Sant'Antonio non soltanto per
conoscere la storia di questo segmento della strada ferrata, ma
anche per visitare uno dei posti più famosi che si trova lungo
questo asse, Taurasi.
L’appuntamento è per le otto e trenta alla stazione di Avellino:
da qui, una volta preso posto sul convoglio, parte l'avventura.
Mentre lo sguardo del viaggiatore si posa sul panorama, e si
gusta una deliziosa colazione, gli organizzatori della
manifestazione
(che aderiscono al gruppo Amici della
Terra irpina, che si batte affinchè non siano soppresse le corse
di questa tratta) racconteranno il passato
di questa che viene definita una «ferrovia minore». La musica Il
tragitto è allietato dalla musica popolare del gruppo
Cantaurtorando che suonerà senza stancarsi fino all'arrivo alla
stazione di Luogosano dove con alcune navette ci si sposterà al
centro storico di Taurasi
per un giro alla scoperta delle bellezze del luogo. La cittadina
- spiegano gli organizzatori dell’iniziativa - è nota
soprattutto per aver dato il proprio nome all'omonimo vino Docg,
ma la bellezza di questo borgo può competere con la fama per la
bontà del suo prodotto tipico. Taurasi è un paese di origini
antichissime - è la sannitica Taurasia - e la testimonianza di
ciò è emersa nel corso di scavi archeologici hanno portato alla
luce reperti preistorici, sannitici e romani che in parte sono
esposti nel locale Museo Archeologico. Il tour prosegue nel
centro storico al quale si accede attraverso la porta Maggiore,
l'unica rimasta dell'epoca medievale. La storia Camminando per
le strade del cuore della città, si resta affascinati dai bei
portali in pietra degli edifici che risalgono al Seicento e al
Settecento. Da non perdere poi una visita alla chiesa di San
Marciano e del Santissimo Rosario cui è annesso il convento dei
padri Domenicani, oggi sede del municipio la cui costruzione
risale alla fine del Cinquecento. Il castello Ultima tappa prima
della pausa pranzo è al castello Marchionale trasformato in
palazzo residenziale nel XVI secolo che solo da poco è
stato riaperto al pubblico dopo un radicale intervento di
ristrutturazione. Il castello è stato di proprietà del principe
Carlo Gesualdo. Tanto che alcune fonti lasciano trasparire la
possibilità che il grande madrigalista possa esser nato proprio
nello storico edificio taurasino. È certo, invece, che Gesualdo
abbia celebrato a Taurasi le sue seconde nozze con Eleonora
d'Este. Nel testamento del principe musico, infatti, si
consiglia alla consorte di trovare riparo proprio presso il
maniero, la più pregevole dimora gentilizia della Media Valle
del Calore. La degustazione Una degustazione di vino, però,
non può proprio mancare: alle dodici e trenta i sommelier della
Ais offriranno ai partecipanti all'escursione un bicchiere di
nettare degli dei, prima di ripartire per pranzare presso una
cooperativa agricola della zona dove sarà possibile una visita
guidata alla cantina ed una salutare - e digestiva - passeggiata
nei vigneti. Il percorso a ritroso porta nuovamente alla
stazione di Luogosano e da qui di nuovo in carrozza verso
Avellino. Per partecipare alla iniziativa occorre prenotarsi
contattando l'associazione Amici della Terra Irpinia
telefonando al numero 0825786473 oppure inviando
l'adesione con posta elettronica all'indirizzo
amiterav@libero.it. È inoltre
possibile rivolgersi direttamente a Pietro Mitrione telefonando
al numero 340.6778150 o scrivendo all’indirizzo mail
pietro.mitrione@tin.it.
E' bello sapere che
a Taurasi...
Il Vino: Il Taurasi deve essere sottoposto
a un periodo di invecchiamento obbligatorio di almeno tre anni
di cui almeno uno in botti di legno. Si abbina alle carni rosse
e ai formaggi, è ottimo anche con gli spaghetti con cozze e
polipo affogato.
Gli Insaccati: Gli insaccati si producono ancora secondo
la tradizione: salame, soppressata, capocollo sono da gustare
accompagnati dal pane cotto a legna e un bicchiere di vino. È
possibile acquistarli anche direttamente dai contadini.
La Pasta: Tanta la varietà delle paste fatte a mano, che
tramandano i gesti rituali delle massaie: farine di grano duro,
con la sola aggiunta di acqua, abilmente lavorate, danno forma a
fusilli, maccaronare, cecaluccoli, matasse e ravioli da condire
con il ragù..
(Barbara Tafuri
)
Notizia tratta da:
Il Mattino di Napoli
Intra et Extra Moenia
Svolta a Chiaia, riapre il Metropolitan
L’attesa Inaugurazione entro Natale. Sette mesi fa la chiusura
Entro Natale Chiaia riavrà il suo cinema. Dopo sette mesi di
buio le saracinesche dell’ex Metropolitan - ed ex Warner Village
- torneranno ad alzarsi. Finalmente.
Restituendo alla città un
luogo di aggregazione, spettacolo, cultura. A ricolmare di luce
il «buco nero» che, dallo scorso aprile, si era venuto a creare
nel cuore di Chiaia è l’opera di due imprenditori napoletani,
già molto attivi nel settore cinematografico e teatrale. Si
tratta di Francesco Caccavale e Luigi Grispello, il primo
titolare del Politeama, dell’Augusteo e dell’Acacia; il secondo
titolare del Filangieri e dell’America, nonché presidente
regionale dell’Agis. Cadono definitivamente, quindi, le voci che
volevano la multisala di Chiaia nel mirino della «Medusa film».
Le novità che riguardano la storica struttura sono tante.
Innanzitutto, ci saranno spazi dedicati al jazz e al cabaret. E
poi ci sarà un punto di ristoro. E sette sale cinematografiche.
Essenzialmente, nell’insieme, la multisala manterrà la
connotazione data dalla Warner che trasformò uno dei più grandi
cinema d’Europa in una più moderna struttura con più sale. Come
si ricorderà, il Warner Village venne inaugurato in pompa magna
a fine dicembre del 2002, quando il cityplex si pose
immediatamente come una struttura all’avanguardia sul piano
tecnologico e della funzionalità con le sue sette sale ricavate
da quella storica e gigantesca e realizzate da un’impresa di
costruzioni partenopea specializzata in queste grandi opere dopo
lavori di ristrutturazione durati un anno e mezzo. Pannelli e
pareti dai colori accesi, design high-tech, poltrone
confortevoli con poggia bicchiere, un grande spazio commerciale
autonomo, postazioni con monitor, computer e display, uffici
ultramoderni per i manager, una sala riservata allo staff per
pause e pranzi, un’enorme biglietteria, un punto ristoro con
caffetteria e stand per la vendita di pop corn, il personale
designato con terminologia rigorosamente anglosassone
(department
coordinator, operators floor). Furono queste le caratteristiche
del Warner Village che fecero dell’ex Metropolitan un cinema
all’avanguardia e ultramoderno. Ma come sarà il cinema che
aprirà a breve
(la data di apertura dovrebbe essere il 15
dicembre)? Le novità principali sono sicuramente gli spazi per
il cabaret e il jazz. In quanto alle sale sono stati eseguiti
importanti interventi di ristrutturazione. Ma nulla che
stravolga la precedente connotazione della multisala che quasi
certamente conserverà il vecchio nome di Metropolitan. Maurizio Tesorone, vicepresidente della I Municipalità, commenta: «La
riapertura della multisala è un evento auspicato da tutto il
quartiere. Da residenti e commercianti. Anzi, la riapertura
della storica struttura di Chiaia sarà accolta con entusiasmo da
tutta la città». Tesorone sottolinea, poi, l’importanza
dell’evento, dal punto di vista culturale. «È sempre stato un
punto di aggregazione socioculturale, un punto di riferimento
dello spettacolo. Non potevamo tollerare ancora a lungo la sua
chiusura. Ora bisogna che la società faccia una convenzione con
il garage Morelli, che pure riaprirà a breve, per fare in modo
che gli spettatori che arrivano da altri quartieri possano
parcheggiare le loro auto non lontano dal cinema».
(Marisa La Penna)
La notizia è tratta da:
Il Mattino di Napoli

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