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Nola
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Nola, la processione dei Gigli
Tutto all'ennesima potenza, dal «grande giorno»
dell'interminabile ballata alla «lunga notte» dei
Comitati che sfilano in divisa, protagonisti i «giganti
ballerini», obelischi in legno e cartapesta alti 25 metri,
del peso di oltre 20 quintali, fatti
danzare
da 120 cullatori. Ma a sovrastare è il Santo in onore del
quale si fa la «festa eterna» di Nola, quel Meropio
Ponzio Anicio Paolino, uomo di straordinaria sensibilità e
cultura, nato a Bordeaux nel 364 d.c., governatore della
Campania e diventato poi Santo, recentemente additato a esempio
da papa Benedetto XVI. Il «grande giorno» per gli
otto Gigli e la Barca, che simboleggia la nave con la quale
Paolino arrivò dall'Africa, è quello di dopodomani: un delirio
collettivo che prende anche i turisti, comincia alle 9 del
mattino e finisce all'alba di lunedì: una processione
infinita accompagnata da migliaia di persone che seguono la
danza dei Gigli nel percorso storico della città. Una kermesse
che mutua le sue espressioni più forti dai riti dionisiaci e
che, almeno per un lunghissimo giorno, sembra abbattere tutte le
barriere sociali. Dopo la sfilata dei Comitati di ciascun
obelisco, prevista per domani, con centinaia di persone al
seguito e che si conclude in tarda notte in piazza Duomo, sale
la febbre per il momento clou del giorno successivo. Si comincia
alle 9 presso ciascuna postazione con «l'aizata»:
poi gli otto obelischi devono arrivare sempre danzando davanti
alla Cattedrale. Portano i nomi di altrettante corporazioni,
quelle stesse che oltre 15 secoli fa andarono incontro al
loro vescovo che tornava dall'Africa dopo aver ottenuto la
liberazione dei suoi fedeli fatti prigionieri dai barbari di
Alarico: Ortolano, Salumiere, Bettoliere, Panettiere, Beccaio,
Calzolaio, Fabbro, Sarto. In piazza Duomo, trasformata in enorme
palcoscenico, la prima scenografica e più lunga ballata di ogni
Giglio prima di allinearsi sui lati in attesa della benedizione,
alle 13, da parte del vescovo, Beniamino Depalma. A dare
gli ordini ai cullatori è il capoparanza, coadiuvato dai
caporali : ordini eseguiti in perfetta sincronia, soprattutto
quando la danza assume ritmi più serrati e il Giglio sembra
quasi volteggiare; ma anche la «posata» richiede una
concentrazione straordinaria se si vuole evitare che l'obelisco
ondeggi nella discesa. E nel pomeriggio si riprende mentre
aumenta sempre più l'eccitazione per l'abilità che i cullatori
devono dimostrare in determinati punti particolarmente
difficili: in via San Felice, nella zona di «Ciccio 'a
caparossa», il Giglio deve ruotare su se stesso in una vera
strettoia non facendo urtare contro i muri le barre, le aste di
legno trasversali sorrette dai cullatori; stessa difficoltà nel
vico delle monache, e cioè via Cocozza, tortuosa e stretta.
Numeri di danza coreografici
in
piazza Paolo Maggio e in via Merliani al ritmo di una marcetta;
mentre in piazza Calabrese una curva con pendenza che porta in
via Tansillo costringe a diminuire la lunghezza dei «varrielli»
(barre più piccole);
che si devono addirittura togliere nel vico Piciocchi per le sue
strettissime dimensioni per cui il numero dei cullatori scende
di alcune decine di unità mentre il peso del Giglio è scaricato
solo su due lati. Un obelisco che ha come asse portante la «borda»,
il palo principale composto di 4 parti bullonate con
perni e chiodi intorno a cui si sviluppa la struttura che ha una
base quadrangolare alta 3 metri e larga 2,60. Un
assemblaggio di legno e cartapesta che prende il nome dal fiore
del giglio di cui i nolani fecero omaggio a Paolino, quando
tornò dall'Africa con il suo carico umano, e che con i secoli ha
assunto le forme di una macchina da festa. Una festa che,
ricorda il sindaco Geremia Biancardi, per la sua ricchissima
storia ha tutti gli elementi per essere rilanciata e, dunque,
rivisitata in diversi aspetti per diventare un importante
momento di attrazione turistica e, quindi, economica. Ma anche
una festa che non sia solo una kermesse, ha ammonito a più
riprese il vescovo Beniamino Depalma, che sappia ritrovare il
suo vero, profondo significato, nel nome di quel Paolino che
scelse la Campania come provincia senatoriale, che veniva
consultato sulle sacre scritture anche da Sant'Agostino, che fu
l'artefice delle Basiliche paleocristiane di Cimitile e a cui si
deve il primo campanile della cristianità.
E' bello sapere che a Nola...
Quante varianti si possono apportare a un dolce
diventato un must per le pasticcerie? Della famosa torta caprese
si conoscevano due versioni, quella al cioccolato e quella al
limone: all'ombra dei Gigli c'è la «delizia nolana», cioè la
caprese alla nocciola.
Sulle colline dell'area nolana si susseguono ulivi secolari che
danno un olio non molto profumato, leggero senza una grande
intensità. Da assaggiare quello dell'Eremo dei Camaldoli e
quello delle Terre del Clanius di cui è in corso la richiesta
del marchio Dop.
Il San Marzano può dirsi a ragion veduta il re di tutti i
pomodori e in questa area arriva al top della qualità: di forma
oblunga con una leggera punta, «a pizzo», dolce, con acidità
equilibrata, si presta a tutti gli usi, sia in cucina, sia per
profumatissime insalate.
Non ama essere mischiato ad altri ingredienti perché è delicato
e dà il meglio di sé quando viene gustato da solo: è il fagiolo
zolfino delle colline di Visciano. Piccolo, di colore giallino,
buccia molto sottile: da non perdere la zuppa di zolfini con
olio extravergine.
Notizia tra da il Mattino di Napoli
Carmela Maietta
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Intra et extra moenia:
Kermesse a Pianura
Per tre serate il Mediterraneo bagnerà
anche Pianura. Proprio così: la napoletana «Chianura»
diverrà la «culla del Mare Nostrum», punto d'incontro di
popoli e civiltà. Sapori, arte e bellezze dell’intero bacino, da
stasera a domenica, confluiranno nel quartiere alla periferia
ovest di Napoli con le proprie peculiarità per fondersi in un
viaggio di conoscenza e promozione. Ai prodotti tipici campani
si affiancherà la gastronomia siciliana, e che dire della
pasticceria francese, non mancherà neppure la cucina turca:
kebap oppure pizza? Meglio un croissant o un cannolo? Scelta
difficile, ma ci sarà tutto il tempo per degustare ogni bontà a
«Sapori e bellezze del Mediterraneo», evento patrocinato
dalla Regione e dalla IX Municipalità comunale, al fine
di rivalutare piatti tipici tradizionali, materie prime e
cultura delle fiorenti civiltà che si affacciano sul
Mediterraneo. Ma anche «un'occasione per lanciare un segnale
positivo all'intero quartiere» afferma il
consigliere
municipale Pasquale Strazzullo. L'appuntamento fieristico è
presso lo stazionamento della cumana, in via Picasso, con
ingresso libero dalle 19, quando dai sapori del palato si
passerà alla scoperta di quelli dello spirito, come l'arte del
canto e della musica di «Made in Naples: alla ricerca del
talento», concorso musicale per giovani promesse del vasto
bacino d’utenza campano. Per loro, una decina tra cantanti e
musicisti, stasera sarà l'occasione di salire sul palco e farsi
conoscere, valutati dall'attento orecchio di una giuria
d'esperti che ne decreterà il vincitore: in palio un'esibizione
in concerto il prossimo 16 agosto ad Ischia. Ospite della
serata sarà l'ex gieffina Carmela Gualtieri testimonial della
raccolta benefica in favore dell'associazione Carmine Gallo
Onlus del dipartimento di Oncoematologia Pediatrica
dell'ospedale Pausilipon. Domani, invece, protagonista sarà la
bellezza delle terre mediterranee, scolpita sul volto di colei
che verrà eletta «Miss Sud», il concorso ideato da Franco
Monna che, attraverso un viaggio itinerante nel meridione
d'Italia, ne esalta luoghi, valori e prodotti. Una trentina di
finaliste, giovani tra i 15 e i 25 anni, si contenderanno
la fascia regionale che aprirà le porte di «Miss Expo Ischia»
in agosto e di «Ragazze per il cinema» i primi di
settembre a Taormina dove presidente di giuria sarà Emilio Fede.
Intanto, ci penseranno Gianni Bava, Nunziata Venezia, Valeria
Iaccarino e Vincenzo Irace a selezionare la più bella del Sud.
In apertura di serata anche un simpatico prologo che vedrà
sfilare in passerella i bambini dell'Istituto paritario «Il
Cigno». Domenica, infine, attesa per il gran gala conclusivo
della kermesse con la partecipazione di cantanti neomelodici
napoletani di grido: da Daniele Bianco, a Vincenzo jr, da Ivan
Granatino, Maurizio, Marsica a Gaia Scotellaro, già selezionata
ai provini di XFactor, premiati con il riconoscimento del «Naples
Music Award».
Notizia tra da il Mattino di Napoli
Alessandra Gargiulo
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Previsioni del tempo a Napoli &
nella Regione
Campania
in collaborazione con
Meteolive Leonardo |
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Cucina napoletana e/o
Campana offerta dalla nostra news settimanale
Ricette napoletane e/o
Campane... offerte da:
dentronapoli.it
Insalata all'Armide
Ingredienti per 4 persone:
100 gr. di insalata riccia
200 gr. di soncino
100 gr. di rucola
un astice di circa 600 gr.
un granseola di media grandezza
6 capesante
6 cucchiai di olio d'oliva
un ciuffo di aneto fresco
il succo di un limone spremuto
sale e pepe quanto basta
Preparazione:
Pulite e lavate accuratamente le insalate. Pulite e lessate per 5 minuti
l'astice, la granseola e le capesante e ponetele in una terrina con
olio, aneto, un pizzico di sale e di pepe. lasciate riposare per circa
10 minuti e aggiungete il succo di limone. In un piatto da portata
mettete sul fondo le insalate condite con olio e sale e disponete sopra
i crostacei marinati. Servite in tavola.
Tempo di cottura: 0'
Insalata all'Armide
Nazione: ITALIA
Categoria: Insalate
Regione: CAMPANIA
tratta da:
http://www.gamoto.net/
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