La città di NAPOLI: Non tutto ma di tutto su questa magnifica città. I suoi monumenti , i musei, le chiese i personaggi illustri, le sue tradizioni le leggende e tanto altro ancora. Visti attraverso un profilo storico e culturale.

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Notte Bianca 2005... il giorno dopo

 Foto e notizie tratte da "Il Mattino" di Napoli

 

 
Piazza Dante gremita, Grillo anticipa la chiusura.
Pienone sul lungomare, i giovani conquistano i Decumani

Le luci della ribalta si accendono presto. Al tramonto. Il pomeriggio è dolce come solo certe belle giornate d’autunno riescono ad essere. Lo scorrere del tempo fa scivolare lentamente Napoli verso la sua prima Notte bianca. In un clima surreale: al centro, in questo sabato sera senza auto che intasano le vie del centro; e con la zona dei Decumani che vive un magico gioco fatto di luci ed ombre, trasformandosi in una immensa quinta teatrale. Qui, nel cuore della città, si esibiscono gli artisti di strada e Beppe Grillo, le marionette che fanno guarattelle e il sax di Marco Zurzolo; qui, su questo ideale enorme palcoscenico che si estende tra piazza del Plebiscito a Porta Capuana sono andate in scena note di musica barocca alternate alle battute dei teatranti in abito spagnolo del ’600, poi quelle di Rosaria De Cicco e Pino De Maio ed ancora le percussioni di Tony Esposito. Alla fine sarà un successo esaltato dai grandi numeri: due milioni in piazza e nelle strade. E già alle dieci di sera l’aspetto spettrale che fino a poche ore prima offriva una città senz’auto («la Notte bianca libera dalle auto», secondo il fortunato slogan lanciato dal Comune di Napoli) è solo un ricordo. Alle dieci i riflettori sono tutti per lui: per Beppe Grillo che si esibisce in piazza Dante. Il ritorno del «grillo parlante» in piazza è la notizia del giorno, e si vede. Il suo è un richiamo irresistibile, se è vero che - alla fine - il suo spettacolo viene interrotto più volte per questioni di ordine pubblico. Ordine pubblico, proprio così. Piazza Dante esplode, non ce la fa proprio più a contenere le quasi duecentomila persone che cercano di assistere al clou della Notte bianca. «Questa è la città più bella e più brutta del mondo, dove succede tutto e non succede nulla, una città che ti tiene sempre in sospensione in attesa di qualcosa di grande», dice Grillo, che ha parole d’elogio per il sindaco iervolino e per il presidente della Regione Bassolino. Non risparmia battute al vetriolo. Ce n’è per tutti: per Prodi come per Berlusconi. È il solito, inguaribile guastafeste. Poi conclude: «Il pathos che c’è qui non c’è stato neanche nella Notte bianca di Roma». E, davanti all’ennesimo stop decretato per timore della folla che si accalca sotto al palco dice: «Tranquilli, io sono qui e resterò con voi tutta la notte». Ovazione generale. A mezzanotte arriva anche la musica di Franco Battiato, al Modernissimo. Ed è un altro bagno di folla. Sono le cento quinte del grande teatro della città che non dorme. Poche centinaia di metri più in là, verso piazza Bellini, si sono radunati i colori, le voci, gli odori e i suoni dell’arcobaleno multietnico. Perché stanotte Napoli è anche questo. È sudore sfrenato dei ballerini della capoeira bahiana. È sensualità, quella sprigionata dai dar e dai douf algerini, dagli zucra e dai darbuka. È sonorità tutta senegalese, con la voci e le note «contaminate» che sanno di sabbia del deserto e di sale di mare. Napoli stanotte ha molte sponde. L’Europa, certo, ma anche l’Atlantico, il Maghreb e il Medio Oriente. La sensazione, stanotte, è unica. Sembra di vivere un’altra notte di San Silvestro. Di più, molto di più. Immaginate una notte di Capodanno moltiplicata per dieci, venti, cento piazze. Potenza del grande richiamo collettivo di uno spettacolo dopo l’altro. Nelle tante notti di questa notte c’è anche spazio per chi ha voglia di mistero. I percorsi della Napoli esoterica, organizzati dall’Arci, fanno da sfondo all’avventura di un’ora che va ad incastonarsi tra un concerto e le battute al vetriolo di Grillo. A mezzanotte i cuori battono ancora più forte. Ma c’è ancora tempo per impazzire. La Notte bianca è appena cominciata.
GIUSEPPE CRIMALDI

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NAPOLI - 30 OTTOBRE 2005 -
La magica notte incanta i turisti

Napoli si risveglia spagnola, fa la notte più giorno del giorno, accoglie a migliaia turisti e vicini da tutta la regione, per le sue strade la notte ha nomi di mille nazionalità; Svetlana, Miky, Zhu, Carmela, Tiziana. I nomi degli ospiti per una notte, i nomi di ospiti per la vita e che ieri notte uscivano dall’abituale isolamento - come i ritrosissimi immigrati cinesi - e si mescolavano agli altri, napoletani e non, con il passeggino dei bambini. In questa notte spagnola Napoli è stata il cuore della regione, che se l’è conquistata per 13 ore, mettendosi in strada da ogni provincia con treno, auto, aliscafi, dopo aver scaricato il programma da Internet. E se, alla fine, gli autobus sono troppo pieni, e la pizza resta senza mozzarella (è accaduto ai Tribunali) ed il cellulare senza campo, nessuno si lamenta. Siamo in tantissimi a Napoli, un pedaggio da pagare c’è. La piccola comitiva che dopo le 20 assaggia la sua notte bianca abbracciandosi davanti al fotografo nella Galleria Umbero, viene da Sorrento, via aliscafo. Carmela, Clara, Annarosa ed una decina fra amici e fidanzati sono il gruppo modello dei tanti che si sono organizzati per la conquista di Napoli. «Eravamo davanti ad Internet non più di 24 ore fa - racconta Clara D’Agostino, 29 anni studentessa - ed abbiamo fatto la ricerca ”Notte Bianca-Baglioni”. Quando è uscito l’orario, le tre del mattino, c’è stato un attimo di silenzio. L’ho buttata là: andiamo con l’aliscafo, torniamo con il treno o con quel che capita quando non ce la facciamo più. E dormire si dorme a casa. Chi ci sta?». Chi studente, chi lavoratore part-time, chi impiegato, le adesioni sono diventate una ventina in un giro di telefonate. E con il programma scaricato da Internet Annarosa ha tracciato la scaletta degli impegni: prima tappa piazza Dante, per Beppe Grillo, dove sarà ressa indescrivibile. Quasi impossibile onorare l’impegno con il museo Archeologico, lì a due passi ma oltre un muro umano: ma in 2500 lo avranno visitato dalle 19 allo scoccare della mezzanotte. (un successo sarà anche l’affluenza a Castel sant’Elmo, 450 ingressi, e a san Martino, 400). In scaletta della comitiva c’era anche un tuffo nella zona dei Decumani con discesa notturna nei cunicoli di Napoli sotterranea, fra teschi e leggende sulle anime del Purgatorio. Ma le tre fanno presto ad arrivare in una città dal passo lentissimo. E nessuna delle donne del gruppo ha intenzione di perdere Baglioni. C’è chi è venuto da più lontano ed ha fatto coincidere impegni di lavoro ed il fine settimana napoletano. Arriva da Siena un gruppo di bancari, con coniugi e fidanzati. Prima il convegno, poi la Notte bianca. «Ci siamo orientati abbastanza facilmente - dice Salvatore Calabrò, 38 anni - il sito Internet era abbastanza ben disegnato». Meno soddisfacente la brochure, forse più pensata per i napoletani che per i turisti, fanno notare. «Ma comunque ben fatta». L’idea degli itinerari distinti dai colori è generalmente gradita. Meno l’orario del concertone di piazza del Plebiscito. Protesta Tiziana Fedeli: «Le tre del mattino è davvero troppo tardi». Maki Yoshie, 29 anni, in tubino nero da gran sera e tacchi alti per via Roma, viene dal Giappone, è ospite da connazionali e si affretta un po’ pericolante con la borsetta di velluto nera stretta a triplo giro al polso. Sobbalza quando le rivolgi la parola, ritira polso e borsetta. Ben ben terrorizzata dai racconti su Napoli ci mette un po’ a rilassarsi e dirti che per lei lo spettacolo è «Aria», a piazza Matteotti. «Una festa di tutta la città - dice - è un’idea è molto bella». Chissà se le è poi passata la paura ed avrà sfidato i suoi tacchi e la notte di Napoli. Ma non sono solo gli stranieri ad essere catechizzati sui rischi di Napoli. Alessandro Porru, 27 anni, arriva da Cagliari, felice come una Pasqua ma con lo zainetto streto al ventre tipo infante. «Ho anche il lucchetto - ti dice fiero dell’organizzazione suggeritagli all’agenzia - ma penso che mi divertirò». Auguri a tutti.

INAUGURATA LA TRADIZIONALE FIERA DI SAN GREGORIO ARMENO
Anteprima di Natale, Lapo nel presepe

La folla di fine dicembre alla fine d’ottobre: un’anteprima di Natale. Temperature diverse, stesso fascino e stesso ingorgo di pedoni nei Decumani. Lungo uno dei percorsi della Notte bianca, nel cuore del centro antico, il sindaco Rosa Iervolino, l’assessore Raffaele Tecce, il presidente dell’associazione pastorai di San Gregorio Armeno, Gabriele Casillo e il presidente provinciale della Confesercenti, Adolfo Masullo, hanno inaugurato, con qualche settimana d’anticipo rispetto agli anni precedenti, in occasione della Notte Bianca di Napoli, la grande fiera dei pastori di San Gregorio Armeno. Una strada lastricata d’oro, sul piano dell’immagine e dell’artigianato. Da attraversare con la curiosità che sempre ha riservato ai turisti. Tra le novità di quest’anno proposte dal maestro pastoraio Giuseppe Ferrigno statuine raffiguranti Lapo Elkann, Stefano Ricucci, il governatore Fazio e l’ex ministro Siniscalco. «Per questa Notte Bianca - ha sottolineato la Iervolino - ci sono tantissime persone con un grande ordine e con grandissima civiltà, come Napoli sa fare, e come questa città dimostrerà in questa notte a tutta l'Italia ed a tutti quelli che ci guardano. È una notte bella perché in fondo alla gioia degli spettacoli e delle strade ancora più illuminate si aggiunge la gioia semplice e vera di ritrovarsi insieme. In questa notte abbiamo cercato di non tascurare nulla. Luoghi centrali e tradizionali come questa via e luoghi anche di periferia ma che devono lo stesso condividere questa notte così bella. Vengo dal dormitorio, sto ancora girando affinchè ci sia sempre la attenzione alle solidarietà per la quale, anche chi è solo e più debole, non deve sentirsi dimenticato». «Mi aspetto solo - ha aggiunto - che i napoletani si divertano, che bambini ed anziani trovino ognuno qualcosa di proprio gusto e mi aspetto che la stampa, anche i giornali del Nord, riconoscano quella che è la verità di Napoli: dove c’è anche violenza come in tante altre città, ma dove la violenza è assolutamente minoritaria rispetto alla stragrande maggioranza delle persone che vivono rispettando la legge e lavorando onestamente». Infine il sindaco ha tenuto a ringraziare tutti quelli che per questa notte hanno lavorato per fare si che l'evento abbia successo. Soddisfatto anche l’assessore Tecce. «Il fatto che San Gregorio Armeno sia sempre un momento di gioia e di aggregazione per tanti napoletani e turisti - detto - dimostra che il nostro futuro è nella salvaguardia della tradizione dell'artigianato. La Notte bianca esalta la nostra tradizione».

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Il governatore: buongiorno Napoli, ma non dimenticheremo i problemi
Il sindaco: 
risposta ai denigratori

Notte bianca di solidarietà e di comunità ritrovata fra i napoletani, ore che sono pure il sigillo a cinque anni di consiliatura. Immersa in una città che ha abbracciato la kermesse già intorno alle 18 perché a quell’ora, tre ore prima dello stop i napoletani hanno scelto di passeggiare e di affidarsi ai mezzi pubblici e lasciare le auto in garage il sindaco Iervolino si concede i primi commenti a caldo di una festa attesa e coccolata e sembra ben riuscita. A sorpresa anche il luogo dove la Iervolino ha scelto di tagliare il simbolico nastro: non una piazza, nemmeno un palcoscenico con qualche star della canzone, ma il dormitorio di via De Blasiis, fra chi soffre. «I napoletani attacca subito si sono ripresi Napoli. Una notte dove non c’è una Napoli da riscoprire, ma i cittadini che vivono, si divertono nella loro città malgrado tutte le cassandre dei giornali del nord. È una cosa che rifaremo». La nota polemica è sullo sfondo, ieri, infatti, il sindaco ha fatto la pace con «Ballarò», il programma di Gianni Floris che proprio a Napoli sta organizzando una puntata sui tagli della Finanziaria ai Comuni. Per l’occasione il sindaco ha inaugurato anche con largo anticipo la mostra dei pastori a San Gregorio Armeno. «Ci tenevo molto a stare fra gli ospiti del dormitorio perché non bisogna mai dimenticare i più deboli. Non so se questo è l’evento principale della mia consiliatura, di sicuro è quello che coinvolge davvero tutta la città. Come quando gareggiavamo per la Coppa America di vela. Il grande evento istituzionale è stato invece la festa della Marina che Ciampi ha voluto fare a Napoli». Dino Di Palma, il presidente della Provincia al pari del sindaco vede nella Notte bianca il simbolismo del riscatto: «Non bisogna pensare a questo evento come a un qualcosa di magico e unico, ma piuttosto come una tappa di quel percorso cominciato molti anni fa e che vuole portare Napoli a essere una città normale. Ci dicevano che il Capodanno in piazza era impossibile, invece ci siamo riusciti. La kermesse per Napoli deve avere lo stesso valore, perché la festa è dei napoletani non dei turisti. È la festa di una città che malgrado limiti e problemi guarda sempre avanti». Il presidente rilancia: «Presto faremo la Notte bianca della provincia, ci sarà un itinerario che dal Vesuvio arriverà a Pompei, Ercolano e Portici». Antonio Bassolino, il governatore, ha scelto di battezzare la Notte bianca dall’Auditorium della Rai: «Questa manifestazione non poteva che prendere avvio con il concerto di Pino Daniele un artista napoletano che ha sempre trovato il modo giusto per raccontare i diversi volti della città, i lati brutti, ma anche la grande voglia di riscatto». La pace fra artista e governatore, dopo lo scambio di battuta sulle qualità di Gigi D’Alessio è fatta. Un abbraccio vale più di mille parole anche se Daniele ammette:«Sono qui per Antonio». E per Bassolino «la scelta di fare suonare Pino all’Auditorium è stata fatta principalmente per inaugurare la struttura restituita alla città». Il governatore poi passa ai ringraziamenti istituzionali: «Solo con un grosso lavoro di sinergia siamo riusciti a realizzare questa kermesse». Secondo il governatore infine «non dimenticheremo certamente questa notte i problemi di Napoli ma i giovani in piazza testimonieranno la voglia di affrontare i problemi e di risolverli». Andrea Cozzolino, fra gli organizzatori della Notyte bianco è soddisfatto: «Sono contentissimo, Napoli si candida fino in fondo a essere una delle capitali più importanti d'Europa per la realizzazione di grandi eventi. Abbiamo assistito a una prova di responsabilità civile straordinaria, al di là delle più rosee aspettative».

Per chi volesse rivedere il Programma:
Notte Bianca a Napoli 29/10/2005B

 

 

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