La città di NAPOLI: Non tutto ma di tutto su questa magnifica città. I suoi monumenti , i musei, le chiese i personaggi illustri, le sue tradizioni le leggende e tanto altro ancora. Visti attraverso un profilo storico e culturale.

Giacinto Gigante

Grande paesaggista nato a Napoli nel 1806.
I Gigante furono una numerosa famiglia di artisti, il cui capostipite, Panorama della Costiera AmalfitanaGaetano, era nato a Napoli nel 1770. Allievo carissimo di Giacinto Diano (ed in omaggio al maestro chiamerà, appunto, il suo primo figlio Giacinto, segnandone così il destino) le sue opere, sempre legate alla più tradizionale formula settecentesca, si possono ammirare a Napoli in S. Maria di Piedigrotta, in S. Maria di Caravaggio ed a Pietravairano in S. Maria della Vigna. Soltanto verso la fine della sua carriera la sua pittura esprime temi popolari, tarantelle e scene di " genere " con qualche paesaggio di gusto " commerciale ". Gaetano, che morì a Napoli nel 1840, ebbe sette figli, dei quali ben quattro seguirono le orme paterne: Giacinto, Emilia nata nel 1809, Achille nato nel 1823 ed Ercole di cui  si hanno notizie dal 1815 al 1860. Achille vissuto soltanto ventitré anni fu apprezzato disegnatore ed incisore sia come litografo che acquafortista. Giacinto apprese i primi rudimenti del " paesaggio dal vero " da un pittore tedesco, lo Huber " accademico " allora molto apprezzato. Ma l'incontro fondamentale ed illuminante fu quello con van Pitloo, il pittore di origine olandese fondatore della " scuola di Posillipo " della quale Giacinto fu il massimo esponente. Compagno di studi fu il pittore Achille Vianelli del quale Giacinto sposerà la sorella Eloisa. Gli inizi artistici del Gigante furono romani, come litografo ed incisore, più che come pittore, ma già tra il 1830 ed il '40 si afferma come eccelso colorista e fautore di quel " plein air " che la scuola di Posillipo opponeva alla fissità accademica della pittura da " studio ". Nel 1837, alla morte di van Pitloo, si trasferisce nella sua casa a S. Carlo alle Mortelle (vico Vasto 15) che diviene la prestigiosa sede della ormai apprezzatissima " scuola ". Il successo di Giacinto Gigante è tale che viene nominato insegnante di pittura dalle figlie di Francesco II di Borbone ed è richiesto dalla corte imperiale di Russia. Con l'Unità d'Italia la sua fortuna non subisce arresto anche se era nata la sua ingiustificata paura alle violenze " garibaldine ". Per le collezioni Savoia esegue la famosa tempera della cappella del Tesoro di S. Gennaro. Del 1861 è un bozzetto per una monumentale " Entrata di Garibaldi al ponte della Maddalena " oggi nelle raccolte del museo di S. Martino. Fu spesso a Roma e si recò anche a Parigi nel 1869. Morì settantenne il 29 settembre 1876 ammirato da giovani pittori e stimato dai coetanei. Al museo di S. Martino è conservata una nutrita raccolta di circa seicento tra disegni, acquarelli e tempere oltre un gruppo di " oli ". Il museo Correale di Sorrento gli ha dedicato una sala e la collezione Astarita.

...altri pittori famosi napoletani : http://www.dentronapoli.it/Pittori/Pittori.htm