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Si ringrazia la collaborazione della |
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CONCLUSIONI
Molto
interessante è stato per me (ndr Katia
Vallefuoco) trattare della storia e il mito di
San Gennaro, Santo
La persecuzione di Diocleziano fu la più grave e lunga. Cominciò con l’epurazione dell’ esercito. Entrò poi nella fase acuta con quattro editti, che puntavano all’annientamento radicale del cristianesimo: il primo imponeva l’obbligo di bruciare i libri sacri, pena la perdita dei diritti civili; il secondo ed il terzo ordinavano l’arresto degli ecclesiastici e la costrizione ai sacrifici pagani; il quarto decreto, infine, estese l’ordine di sacrificare a tutti i cristiani, a coloro che a dispetto della tortura rimanevano saldi nella fede veniva inflitta la pena di morte, spesso in forme estremamente crudeli. Proprio allora, alla vigilia del riconoscimento del cristianesimo come religio licita, visse e operò il Santo vescovo di Benevento Gennaro. Notizie storiche sicure su San Gennaro sono poche. Sappiamo che durante le persecuzione San Gennaro fece visita in carcere al diacono Sossio, giovane stimato per la prudenza e santità. Riconosciuto come cristiano a sua volta fu incarcerato e condannato alla decapitazione, perché non volle negare la parola di Dio. Diciassette secoli fa, offrendo la gola al suo carnefice e spargendo il sangue, San Gennaro faceva della sua vita un offerta a Dio. Ecco perché è importante ricordare la ricorrenza del suo martirio: dalla testimonianza del martire patrono ci giunge una lezione di vita cristiana ancora efficace poiché essa insegna la fermezza nella professione di fede, l’abbandono alla speranza cristiana, la dedizione caritatevole ai fratelli. I primi cristiani chiamarono “ martire” tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per Dio. I martiri si lasciano possedere da Cristo. Il motivo soprannaturale per cui il martire soffre e muore gli conferisce un carattere sacro e lo destina alla venerazione di altri fedeli. Egli non è Santo perché è Santo. Credere nella guarigione significa darsi subito alla sicurezza alla sicurezza. Il sacro opera sempre senza limitazione. Molti sono i miracoli attribuiti a San Gennaro. I napoletani attraverso secoli hanno sperimentato la potente intercessione di San Gennaro presso Dio, specialmente quando la loro vita è minacciata dalla malattia, dai pericoli di guerra e da calamità naturali. Molti sono gli ex voti dedicati al Santo. I materiali votivi sono tanti. Negli ultimi anni è assai usata la fotografia, che si pone come strumento capace di rendere il vero, la realtà come essa è vista. La bacheca votiva è caratterizzata da questi elementi: foto, immagini sacre, scritte con riferimento al male, il tutto confezionato e messo sotto lo sguardo protettivo del Santo, divenendo una vera reliquia. Per quanto riguarda la reliquia per eccellenza di San Gennaro è il sangue conservato in due ampolle. L’intervento miracoloso del Santo si realizza attraverso essa, che è il solo elemento tangibile che unisce il Santo al fedele. Alla morte di un Santo si scatena una caccia sfrenata alle reliquie, perchè possederle significa ottenere per sempre la forza e la vita. Ogni anno tante persone si recano al Duomo per assistere al miracolo, ossia lo scioglimento del sangue che da solido diviene liquido ed è gran festa per i napoletani, i quali chiedono grazie, poiché questo rappresenta anche il periodo più propizio. Il miracolo è la scesa del Bene sulla terra che sta a significare il bene che Dio vuole, sempre pronto ad aiutare il prossimo, specialmente i più bisognosi.
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