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EX VOTO
NEL CULTO DI
SAN GENNARO
Con
l’espressione ex voto si indica un insieme di materiali visivi, il cui cardine
iconico
rappresentativo è costituito da immagini fotografiche. La fotografia
entra nell’allestimento a fine ‘800, inizialmente vi erano i foto-ritratti. I
materiali votivi possono essere molteplici presenti, in gran numero nei
santuari. Immagini ed oggetti votivi segnano in forma rappresentativa e
sostituiva la presenza del corpo del dovente portatore dell’azione eccezionale
in congiunzione con il corpo del Santo e del santuario.
La fotografia si pone
come uno strumento capace di rispettare e rendere il vero, la realtà come essa è
vista. Per la cultura popolare tutto ciò che appare, è.
La
fotografia ossia foto-ritratto è destinata ad un ruolo molto vicino a quello
assunto da santini ed immagine sacre. Santini ripiegati nell’abitino, tenuto
sotto la maglia cuciti nella fodera della giacca o custoditi nel portafoglio,
santini che ricordano pellegrinaggi compiuti o sono stati donati dai parenti
dopo le visite ai santuari.
L’ex voto è stato visto come prodotto realizzato da
individui sprovvisti di alfabetizzazione iconico figurale. Gli ex voto dipinti
non sono da collegarsi alla produzione artistica in senso elitaria. Difatti
molti ex voto dipinti in molti santuari meridionali e centrali, sono una sorte
di ricco campionario documentale costituite da immagini variamente composte, con
tecniche e materiali diverse da quelle usate in pittura.
La bacheca votiva è
caratterizzata da questi elementi: foto, immagine sacra, scritta con riferimento
del male, catetere, chiodi, siringhe, bende, il tutto confezionato ed esibito
per rendere più possibile vera la narrazione del miracolo.
Il protagonista non è
un santo ma un individuo qualsiasi che per uno squarcio di esistenza , vive un
esperienza con la santità, con l’alterità e raccontano ciò per allontanare da
loro quel brutto ricordo e reintegrarsi nella società come santo. Spesso affissi
nei santuari vi sono anche diagnosi mediche. Loro considerano quella esperienza
di malattia e sofferenza come se fosse stata la passione di Cristo. I devoti di
un santuario vanno dove sono affissi questi ex voto, li guardono, li baciano e
si fanno il segno della croce.
Gli ex voto vengono analizzati con metodologie
identiche utilizzate per la vita dei santi. Il dovente affida l’ex voto che
diviene una reliquia, il suo ex voto viene affisso al muro, insieme ad altri
con accanto lo sguardo della Madonna e Santi, che lo osservano, proteggono
affinché il male non lo tocchi nuovamente.
Ciascuna storia miracolosa narrata
diviene un esempio come per è un esempio la vita di un Santo. La malattia, la
crisi di esistenza sono come una piccola morte dalla quale il devoto rinasce
attraverso il contatto con il Santo e l’evento miracoloso.
L’evento miracoloso
costituisce per il miracolato un vero e proprio ritornare in vita, ciò è
documentato soprattutto negli ex voto moderni nei quali il devoto racconta la
propria esperienza.
In molti santuari sono presenti bare in miniature offerte
come ex voto, con riferimento proprio alla morte certa scampata.
L’ex voto deve
essere posto allo sguardo, al contatto del fedele, in quanto esso è portatore di
una sorta di potenza minima.
Spesso vi è la pulizia al manufatto votivo, che è
fatta per esprimere rispetto per il Santo.
Molti religiosi hanno disperso ex
voto e presentato ai fedeli solo i più degni di essere esposti. Questa azione,
che interferisce profondamente, come costrizione e deprivazione nel rapporto
personale che ogni devoto cerca di mantenere con il Santo. Infatti la foto per
la cultura popolare consente al devoto di essere in continuo contatto col Santo,
il quale lo protegge. Sia l’umano che il divino nell’ex voto sono
contemporaneamente presenti, così come entrambi le figure sono presenti agli
occhi dei fedeli.
I devoti osservando gli ex voto, possono riconoscere la
propria vicenda in quelle immagini e attendere che l’evento miracoloso possa
ripetersi anche per loro. Negli ex voto fotografico o vi è il testo scritto
dell’evento, o oggetti del pericolo che narrono tutto oppure la spiegazione è
data sceneggiando l’evento.
Nell’ex voto fotografico le persone, gli oggetti, i
luoghi della sofferenza sono veri. Infatti il miracolato racconta la sua storia,
con la sua propria immagine, il suo corpo e già solo la propria figura può
essere elemento sufficiente ad esprimere l’accaduto e il suo contatto avuto con
la potenza del Santo.
Le foto ex voto possono essere attaccate ai dipinti o
sugli oggetti che ricordano l’avvenimento traumatico. Donare capelli o vestiti
significa privazione.
Le prime immagini fotografiche inserite nelle composizioni
votive sono foto ritratto ed in questi alle volte è assente l’immagine del
Santo. Fino alla seconda guerra mondiale vi è un maggior numero di
foto-ritratti. Ritratti di mariti, figli in divisa, che erano per loro dei veri
e propri santi laici , esposti su mobili buoni accanto alle immagini sante
affinché questi li guardavano e li proteggevano.
Molte fotografie con dedica
personale, negli anni 30 e 40, venivano inviate a diversi santuari , quelle di
militari, nozze, battesimo e prima comunione, tutto ciò sempre per una maggiore
protezione da parte del potente. I documenti votivi sono vari e sono divisi in
diversi gruppi. Ex voto con fotografie, fotografie ex voto, ex voto fotografico.
Al primo gruppo vi sono foto a mezzo busto o figura intera , di tipo generico,
non realizzata giocoforza per raccontare un evento votivo. A questa foto è dato
il compito espositivo non dell’intero evento miracoloso ma serve ad identificare
e collegare il fatto ad una persona riconoscibile, il racconto è affidato al
dipinto o agli oggetti che compongono l’allestimento votivo.
La foto è una
firma, il dovente che si propone due volte di fronte ai religiosi e Santi, una
volta con la propria immagine, una volta con documenti reliquiari. Al secondo
gruppo la foto utilizzata è realizzata in funzione della composizione votiva. Da
una parte vi è la collocazione di un testo, scritto brevemente o di una certa
lunghezza della vicenda superata miracolosamente, con l’aggiunta di una lamina
argentata o ad un oggetto che rimanda al contenuto della narrazione. L’altra
parte è dedicata all’esposizione della foto del protagonista vestito con abito
votivo, confezionato ad imitazione di quello del Santo. In alcuni esempi
il
protagonista si presenta, nello stato che lo espone al rischio di morte. Altro
esempio di ex voto molto comune è quando il miracolato mostra i segni del male
superato: bende, ingessature. In questo genere di ex voto la foto del santino
viene inserita o al centro oppure all’angolo in alto.
Altro gruppo è quando la
narrazione viene affidata interamente alla foto, ad esempio il protagonista in
atteggiamento devoto in modo da mostrare un collegamento tattile e visivo con il
Santo. Altro tipo è una foto che mostra la scena dell’accaduto con il
miracolato che prega con vicino parenti e medici. Vi sono anche ex voto in cui
si racconta l’accaduto attraverso una vera e propria messinscena, ricostruendola
sul luogo con persone che mimano l’azione dei chirurghi oppure sotto una ruota
di un automobile, carro o trattore con il testo e Santo.
Ultimo tipo è composto
da una serie di fotografie di montaggio, che spiegano l’accaduto. Per il basso
costo delle foto si potevano fare più copie per l’allestimento votivo ed
inviarle a più santuari, questo per ottenere una maggiore copertura protettiva,
costituita da più entità potenti. A ciascun Santo è richiesto di guardare il
devoto in funzione delle competenze riconosciutegli oppure un intera famiglia
può essere devota ad un Santo da più generazioni, ma i singoli componenti
possono essere stati da piccoli dedicati ad un altro Santo, per un particolare
vissuto individuale. In momenti di necessità si ricorre anche a più Santi.
Moltissimi sono gli ex voto dedicati al nostro Santo patrono Gennaro il cui suo
sangue scioglie le angosce permanenti, rivendica un modo autonomo di porsi di
fronte ai problemi profondi dell’insicurezza collettiva affinché il Bene
sconfigga il male.
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Si ringrazia la collaborazione della dott.ssa.
Katia Vallefuoco per la realizzazione di queste pagine |
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