La città di NAPOLI: Non tutto ma di tutto su questa magnifica città. I suoi monumenti , i musei, le chiese i personaggi illustri, le sue tradizioni le leggende e tanto altro ancora. Visti attraverso un profilo storico e culturale.

Si ringrazia la collaborazione della
dott.ssa. Katia Vallefuoco per la realizzazione di queste pagine

EX VOTO NEL CULTO DI 
SAN GENNARO

 

Con l’espressione ex voto si indica un insieme di materiali visivi, il cui cardine iconico Napoli Catacombe di S. Gennaro - Immagine del santo che faceva parte del corredo pittorico che adornava nel V e VI secolo la basilica extra moeniarappresentativo è costituito da immagini fotografiche. La fotografia entra nell’allestimento a fine ‘800, inizialmente vi erano i foto-ritratti. I materiali votivi possono essere molteplici presenti, in gran numero nei santuari. Immagini ed oggetti votivi segnano in forma rappresentativa e sostituiva la presenza del corpo del dovente portatore dell’azione eccezionale in congiunzione con il corpo del Santo e del  santuario.
La fotografia si pone come uno strumento capace di rispettare e rendere il vero, la realtà come essa è vista. Per la cultura popolare tutto ciò che appare, è.

La fotografia ossia foto-ritratto è destinata ad un ruolo molto vicino a quello assunto da santini ed immagine sacre. Santini ripiegati nell’abitino, tenuto sotto la maglia cuciti nella fodera della giacca o custoditi  nel portafoglio, santini che ricordano pellegrinaggi compiuti o sono stati donati dai parenti dopo le visite ai santuari.
L’ex voto è stato visto come prodotto realizzato da individui  sprovvisti di alfabetizzazione  iconico figurale. Gli ex voto dipinti non sono da collegarsi alla produzione artistica in senso elitaria. Difatti molti ex voto dipinti in molti santuari meridionali e centrali, sono una sorte di ricco campionario documentale costituite da immagini variamente composte, con tecniche e materiali diverse da quelle usate in pittura.
La bacheca votiva è caratterizzata da questi elementi: foto, immagine sacra, scritta con riferimento del male, catetere, chiodi, siringhe, bende, il tutto confezionato ed esibito per rendere più possibile vera la narrazione del miracolo.
Il protagonista non è un santo ma un individuo qualsiasi che per uno squarcio di esistenza , vive un esperienza con la santità, con l’alterità e raccontano ciò per allontanare da loro quel brutto ricordo e reintegrarsi nella società come santo. Spesso affissi nei santuari vi sono anche diagnosi mediche. Loro considerano quella esperienza di malattia e sofferenza come se fosse stata la passione di Cristo. I devoti di un santuario vanno dove sono affissi questi ex voto, li guardono, li baciano e si fanno il segno della croce.
Gli ex voto vengono analizzati con metodologie identiche utilizzate per la vita dei santi. Il dovente affida l’ex voto che diviene  una reliquia, il suo ex voto viene affisso al muro, insieme ad altri con accanto lo sguardo della Madonna e Santi, che lo osservano, proteggono affinché il male non lo tocchi nuovamente.
Ciascuna storia miracolosa narrata diviene un esempio come per è un esempio la vita di un Santo. La malattia, la crisi di esistenza sono come una piccola morte dalla quale il devoto rinasce attraverso il contatto con il Santo e l’evento miracoloso.
L’evento miracoloso costituisce per il miracolato un vero e proprio ritornare in vita, ciò è documentato soprattutto negli ex voto moderni nei quali il devoto racconta la propria esperienza.
In molti santuari sono presenti bare in miniature offerte come ex voto, con riferimento proprio alla morte certa scampata.
L’ex voto deve essere posto allo sguardo, al contatto del fedele, in quanto esso è portatore di una sorta di potenza minima.
Spesso vi è la pulizia al  manufatto votivo, che è fatta per esprimere rispetto per il Santo.
Molti religiosi hanno disperso ex voto e presentato ai fedeli solo i più degni di essere esposti. Questa azione, che interferisce profondamente, come costrizione e deprivazione nel rapporto personale che ogni devoto cerca di mantenere con il Santo. Infatti la foto per la cultura popolare consente al devoto di essere in continuo contatto col Santo, il quale lo protegge. Sia l’umano che il divino nell’ex voto sono contemporaneamente presenti, così come entrambi le figure sono presenti agli occhi dei fedeli.
I devoti osservando gli ex voto, possono riconoscere la propria vicenda in quelle immagini e attendere che l’evento miracoloso possa  ripetersi anche per loro. Negli ex voto fotografico o vi è il testo scritto dell’evento, o oggetti del pericolo che narrono tutto oppure la spiegazione è data sceneggiando l’evento.
Nell’ex voto fotografico le persone, gli oggetti, i luoghi della sofferenza sono veri. Infatti il miracolato racconta la sua storia, con la sua propria immagine, il suo corpo e già solo la propria figura può essere elemento sufficiente ad esprimere l’accaduto e il suo contatto avuto con la potenza del Santo.
Le foto ex voto possono essere attaccate ai dipinti o sugli oggetti che ricordano l’avvenimento traumatico. Donare capelli o vestiti significa privazione.
Le prime immagini fotografiche inserite nelle composizioni votive sono foto ritratto ed in questi alle volte è assente l’immagine del Santo. Fino alla seconda guerra mondiale vi è un maggior numero di foto-ritratti. Ritratti di mariti, figli in divisa, che erano per loro dei veri e propri santi laici , esposti su mobili buoni accanto alle immagini sante affinché questi li guardavano e li proteggevano.
Molte fotografie con dedica personale, negli anni 30 e 40, venivano inviate a diversi santuari , quelle di militari, nozze, battesimo e prima comunione, tutto ciò sempre per una maggiore protezione da parte del potente. I documenti votivi sono vari e sono divisi in diversi gruppi. Ex voto con fotografie, fotografie ex voto, ex voto fotografico. Al  primo gruppo vi sono foto a mezzo busto o figura intera , di tipo generico, non realizzata giocoforza  per raccontare un evento votivo. A questa foto è dato il compito espositivo non dell’intero evento miracoloso ma serve ad identificare e collegare il fatto ad una persona riconoscibile, il racconto è affidato al dipinto o agli oggetti  che compongono l’allestimento votivo.
La foto è una firma, il dovente che si propone due volte di fronte ai religiosi e Santi, una volta con la propria immagine, una volta con documenti reliquiari. Al secondo gruppo la foto utilizzata è realizzata in funzione della composizione votiva. Da una parte vi è la collocazione di un testo, scritto brevemente o di una certa lunghezza della vicenda superata miracolosamente, con l’aggiunta di una lamina argentata  o ad un oggetto che rimanda al contenuto della narrazione. L’altra parte è dedicata all’esposizione della foto del protagonista vestito con abito votivo, confezionato ad imitazione di quello del Santo. In alcuni esempi il protagonista si presenta, nello stato che lo espone al rischio di morte. Altro esempio di ex voto molto comune è quando il miracolato mostra i segni del male superato: bende, ingessature. In questo genere di ex voto la foto del santino viene inserita  o al centro oppure all’angolo in alto.
Altro gruppo è quando la narrazione viene affidata interamente alla foto, ad esempio il protagonista in atteggiamento devoto in modo da mostrare un collegamento tattile e visivo con il Santo. Altro tipo è una foto che mostra  la scena dell’accaduto con il miracolato che prega con vicino parenti e medici. Vi sono anche ex voto in cui si racconta l’accaduto attraverso una vera e propria messinscena, ricostruendola sul luogo con persone che mimano l’azione dei chirurghi oppure sotto una ruota  di un automobile, carro o trattore con il testo e Santo.
Ultimo tipo è composto da una serie di fotografie di montaggio, che spiegano l’accaduto. Per il basso costo delle foto si potevano fare più copie per l’allestimento votivo ed inviarle a più santuari, questo per ottenere una maggiore copertura protettiva, costituita da più entità potenti. A ciascun Santo è richiesto di guardare il devoto in funzione delle competenze riconosciutegli oppure un intera famiglia può essere devota ad un Santo da più generazioni, ma i singoli componenti possono essere stati da piccoli dedicati ad un altro Santo, per un particolare vissuto individuale. In momenti di necessità si ricorre anche a più Santi. Moltissimi sono gli ex voto dedicati al nostro Santo patrono Gennaro il cui suo sangue scioglie le angosce permanenti, rivendica un modo autonomo di porsi di fronte ai problemi profondi dell’insicurezza collettiva affinché il Bene sconfigga il male.

 

 Si ringrazia la collaborazione della dott.ssa. Katia Vallefuoco per la realizzazione di queste pagine
 

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