
Nel 1922, per
migliorare le comunicazioni con il rione del Vomero in continuo sviluppo,
l'amministrazione comunale aveva approvato un progetto per una funicolare che,
partendo da via Roma e sottopassando la via Conte di Mola, doveva portare fino
al Vomero. Per creare uno sbocco al traffico della funicolare fu ideata una
piazzetta all'uscita della stazione inferiore, realizzata con la demolizione di
vecchi stabili ad angolo fra via Roma e via Conte di Mola. Questi stabili, o
parte di essi, si ipotizza che abbiano fatto parte della proprietà
di Palazzo Berio, marchese di Salza. Il palazzo era stato fatto edificare nel '600
da un certo Simon Vaez, nobilitato Conte di Mola dal re di Spagna. Prima di
passare nelle mani del marchese Berio, il palazzo, del quale si ignora la
primitiva forma, fu dei Tomacelli, che nel 1772 diedero incarico a Luigi
Vanvitelli di ridisegnarne la facciata. Sempre in quell'anno il grande
architetto, in occasione del battesimo della Reale Infanta Carolina, costruì nel
salone da ballo, che conteneva circa 1000 persone, un "teatrino"
di 1600 posti, conservando la pianta a forma circolare del salone.
Il palazzo attraversò un periodo di grande splendore, soprattutto per
l'ospitalità e la munificenza dimostrata dai proprietari nei confronti degli
artisti. Infatti, Francesco Berio fu uomo di vasta cultura, poeta e
collezionista d'arte e, non a caso, ancor oggi l'edificio, o almeno ciò che
rimane di esso, è conosciuto appunto con il nome del marchese Berio che tanto
contribuì a renderlo famoso. Quando nel 1820 il marchese morì,
senza eredi maschi, per fare un'esatta divisione dell'eredità tra le quattro
figlie si dovette vendere una parte dell'edificio, dando così il via al processo
di decadimento dell'imponente e storica struttura. Anche se non ne si è certi si
può ipotizzare che fra quegli stabili demoliti per lasciar spazio alla piazzetta
ci fosse anche una parte di palazzo Berio, e non è da escludere, quindi,
considerata l'attuale collocazione del teatro Augusteo, il cui
palcoscenico è situato al di sopra della funicolare, che questo sia stato
realizzato sulla struttura dell'antico teatro vanvitelliano.
Contemporaneamente alla realizzazione della funicolare, l'architetto Pier Luigi
Nervi, uno tra i maestri dell'architettura contemporanea non soltanto italiana
ma internazionale, tra il '26 ed il '29 realizzò questo imponente
teatro, tra i maggiori a livello europeo rispetto all'epoca in cui fu costruito.
"Questa sera alle
21.30 precise con uno spettacolo di gala, al quale interverranno le
maggiori autorità cittadine e la più elevata aristocrazia, si inaugurerà l'
Augusteo, il più grandioso cine-teatro di
Napoli, che la società Funicolare Centrale ha
costruito con l' Anonima Pittaluga. Anticipare di poche ore il giudizio del pubblico ci sembra
superfluo: i napoletani, varcando la soglia di questo nuovo locale, avranno la
sensazione esatta di quanto è stato compiuto per dotare la nostra città di un
cine-teatro, che per vastità, comfort, eccezionalità di spettacoli, sia uguale
alle maggiori sale cinematografiche d' Europa e d' America. L'
Augusteo, che è stato decorato da artisti
valentissimi, come Carlo Siviero autore del velario e
Ezekiele
Guardascione, è capace di oltre tremila posti, dispone di un'immensa platea,
di una vastissima galleria, di quattro ordini di palchi, di un colossale
impianto di aerazione e di riscaldamento, di ascensori e scala mobile,
costruzione della ditta Stigler. Al comfort di questo eccezionale
cine-teatro hanno cooperato le migliori ditte italiane... Tutta Napoli
sarà stasera all' Augusteo, che inizia la serie di grandi
spettacoli col supercolosso " Volga
Volga". I prezzi dei biglietti che sono in vendita alle ore 18
alle casse del locale sono per questa sera i seguenti: galleria lire 15,
sala lire 10, loggiato lire 5 ".
Così " Il Mattino " annunciava
l'inaugurazione dell'Augusteo, con un articolo pubblicato il giorno 8
novembre 1929.
La scelta del nome, l'imponenza della struttura, la profusione di marmi e
stucchi, rispecchiano il gusto e l'ideologia della classe dominante dell'epoca,
che aveva voluto creare un luogo elegante, come punto d'incontro
dell'aristocrazia e delle autorità politiche e militari. La volontà precisa di
stupire il pubblico si rivela anche nella scelta della programmazione, che
prevede sin dai primi mesi un susseguirsi di grandi " colossi " del
cinema, con accompagnamento musicale di orchestre imponenti e cori d'eccezione.
Infatti, nella realizzazione architettonica dell'Augusteo si era tenuto
conto che tale struttura era destinata alla musica e al canto: di qui la sua
eccezionale acustica. Grazie a questa sua peculiarità, l'Augusteo ospita
cantanti del calibro di Tito Schipa, Beniamino Gigli, il tenore Giovanni
Martinelli e i maggiori esponenti della canzone napoletana.
Dal novembre del 1929
al 10 gennaio del 1930, vengono proiettati film come " Il
quartiere latino ", " Giglio imperiale ", " Nina Petrowna "
con Brigitte Helm, " Orchidea selvaggia " con Greta Garbo, "
Tradimento " con Emil Jennings, per la distribuzione delle maggiori case
produttrici, come la Metro Goldwin, la Paramount, la Warner Bros. I films
venivano spesso presentati o seguiti da balletti " di lussuosa presentazione
sceneggiata ", come cita la presentazione del balletto di Bella Schumann,
rappresentato dal 9 al 25 dicembre 1929 dopo la proiezione
del film " Giglio imperiale ". Il 10 gennaio del 1930 venne
proiettato per la prima volta il super colosso della cinematografia, " sonoro,
parlato e cantato ": " L'arca di Noè "...
Il successo di pubblico fu inaudito: fino al 23 gennaio, 250 mila
persone avevano assistito alla proiezione del film, che fu prorogato per
altri due giorni rispetto alla programmazione per soddisfare le richieste del
pubblico.
Dal mese di febbraio spesso i film cominciarono ad essere preceduti da pellicole
per bambini, come " Topolino contro i gatti " e " Topolino pianista".
Questa cura dimostrata per il pubblico più giovane continua in seguito, con le "
mattinate infantili " di teatro scuola e, comunque, sarà sempre una
caratteristica di questo locale quella di ospitare i più diversi tipi di
spettacolo.
Nel 1930 inizia il musi-hall, cui si affiancano Beniamino Gigli con il
quartetto d'opera, balletti e danze moderne, tanghi argentini ed acrobazie.
Negli anni successivi la programmazione del teatro vede alternarsi cinema e
riviste. Ospita illustri artisti italiani e stranieri, il 25 marzo 1932
debutta Josephine Baker con i balletti del Casinò di Parigi e danzatori
americani. Il 9 aprile è il turno della "compagnia di rivista
Bluette-Navarrini". Entrambi gli spettacoli furono un trionfo e l'Augusteo
sempre più diventa il centro di ritrovo di tutta la " Napoli chic ". Nel
1934 c'è il debutto del teatro di prosa con Elsa Merlini e Sergio Tofano,
una precisa scelta di programmazione del teatro, che volle dare un maggiore
rigore nelle scelte e nella gestione del locale. Ma il grande evento di
quell'anno fu l'arrivo, il 30 marzo, della compagnia di Totò, che
rappresentò le sue riviste fino al 13 aprile. Inutile dire che fu una
apoteosi di successo con il botteghino che registrò il tutto esaurito tutte le
sere. Contemporaneamente l'Augusteo continua ad ospitare rappresentanti
famosi, o destinati a diventarlo, della canzone napoletana. Il 14 agosto
del '36 si esibisce " La Bottega dei Quattro ", che fa capo a
Libero Bovio, Gaetano Lama, Ernesto Tagliaferri e Nicola Valente e si avvalse
successivamente della collaborazione di Ernesto Murolo.
Durante la guerra il teatro fu chiuso, per riaprire nel '45 sotto la
gestione degli alleati che lo ribattezzarono " Red Cross Club " ( Club
della croce rossa ).
Fino agli anni '50 l'Augusteo subì un arresto, fino a quando venne
riaperto e ristrutturato. Cambiò dunque aspetto, e l'antico cinematografo-teatro
venne stravolto dalla controsoffittatura che ne coprì la volta, mentre i quattro
ordini di palchi vennero murati, e le porte e le mura della sala vennero
nascoste dietro una pannellatura in legno.
Dalla metà degli anni '80 il cinema cominciò ad avere un netto calo e la
programmazione diventò frammentaria ed occasionale, fino alla definitiva
chiusura. Quello che era stato il glorioso teatro, salotto dell'antica via
Toledo, acquistò l'aspetto di un buio e polveroso deposito; la stessa piazzetta
Duca d'Aosta fu lasciata nel totale degrado ed abbandono.
Nell'autunno del '92,
partita l'operazione di recupero con la disponibilità dell'Amministratore Unico
della S.A.C.I.A.V., società prpprietaria, Dott. Ettore D'Auria, e con Renato
Abate da una parte, e Francesco Caccavale e Vincenzo Acampora dall'altra, la
struttura originaria è stata ripristinata ed il locale riapre " alla città
" come sala teatrale. Sul piano tecnico e progettuale, questa operazione è
stata ideata e realizzata da Pippo Caccavale, che ne ha curato e diretto il
recupero, la valorizzazione, la ristrutturazione e tutte le fasi del restauro.
...altri Teatri a Napoli :
http://www.dentronapoli.it/Spettacoli/Spettacoli.htm
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