Non c'è ombra di
dubbio che tra i tanti teatri della città il Bellini è oggi ritenuto dai
napoletani, il più bello. Vale quindi la pena di recarvisi per assistere ad
uno spettacolo dei tanti che animano da qualche anno la sua vita. Non fosse
altro che per ammirare l'armonia e la ricchezza della sala. Se possibile si
consiglia anche di visitarlo di giorno e di inerpicarsi per le strette scale
che conducono al "teatrino della sala di prove" o "Auditorium".Qui sono
conservate ed esposte una grandissima quantità di belle locandine di vecchi
spettacoli di teatro, pazientemente raccolte da Tato Russo attore drammaturgo
poeta regista tra i maggiori della scena italiana che dal 1988 è il direttore
artistico del teatro.Dunque il nuovo Bellini fu inaugurato nel 1878 con i
Puritani e i cavalieri di Vincenzo Bellini, destinando il teatro alla lirica.
Il sipario di scena raffigurante lo scoglio delle sirene era stato dipinto da
Pasquale Di Criscito e Giovanni Ponticelli, il soffitto, andato del tutto
perduto, raffigurava una sorta di apoteosi di Vincenzo Bellini con gruppi di
puttini in un cielo aperto che reggevano gli stemmi di Napoli e di Catania, fu
decorato da Vincenzo Paliotti, che al giovanissimo Vincenzo Migliaro si
debbono il ritratto a olio di Bellini che fa bella mostra di séretto da due
figure alate al centro dell'arcoscenico e le decorazioni floreali a tempera.
Se qualcosa è andato perso, molto si è salvato alle ingiurie del tempo anche
grazie agli accuratissimi restauri voluti nella operazione che ha portato, nel
1988 alla riapertura del Teatro Bellini. Quel che è certo che ciò che faceva
arricciare il naso a tanti critici oggi fa sgranare gli occhi ai molti
spettatori che concordano pienamente con il detto: "'o San Carlo p'' a
grandezza 'o Bellini p''a bellezza''. Il più bello dei teatri napoletani, tale
infatti il Bellini era stato per molti anni, prima destinato alle
rappresentazioni liriche, poi, quando la sua programmazione fu ampliata,
ospitando spettacoli di prosa, di operetta, e via via di teatro dialettale
fino al 1915, quando fu dotato di uno schermo per le proiezioni
cinematografiche. Nella esaustiva ricerca cronologica curata da Renato Lori in
occasione della riapertura del Bellini ritroveremo le tracce di centinaia di
spettacoli, di titoli magnifici, di attori leggendari, beniamini del pubblico
napoletano e italiano, che hanno calcato le scene del Bellini. Nel maggio del
1963, il Bellini sembrò definitivamente destinato a scomparire. Diventò
rapidamente un sudicio cinema di infima visione. i suoi palchetti che avevano
ospitato la migliore nobiltà e la ricca borghesia napoletana si videro
trasformati, grazie alla compiacente e remunerata distrazione del personale di
sorveglianza, in accoglienti rifugi per il piacere furtivo e trasgressivo di
qualche coppietta in cerca di intimità. Fu poi Tato Russo che colse
l'occasione per sottrarre il Bellini ad una sicura distruzione, facendone la
sede del suo teatro e della sua compagnia. In poco più di un anno, superando
difficoltà tecniche, organizzative ed economiche, riuscì a riportare
l'edificio all'antico splendore e, con la messa in scena dell'Opera da tra
soldi di Bertolt Brecht, nell'autunno del 1988, il Bellini fu ancora una volta
un teatro....
...altri Teatri a Napoli :
http://www.dentronapoli.it/Spettacoli/Spettacoli.htm